Affluenza ko in provincia Pavia, Voghera e Vigevano rimangono sotto il 70%

Stefano RomanoFabrizio Merli/ paviaCresce l'astensionismo e colpisce che i dati peggiori si trovino nei grandi centri. In provincia, ieri ha votato il 73% degli aventi diritto: si tratta di dati parziali, ma il calo dei votanti si assesta circa tre punti percentuali rispetto al risultato del 2018 quando gli elettori erano stati oltre il 76%. Un risultato comunque migliore rispetto all'Italia dove il calo dei votanti era attorno al 10%, e anche rispetto alla Lombardia che, sempre su dati parziali alla chiusura del giornale, i votanti erano al 70%.Gli elettori dei centri maggiori hanno disertato i seggi pià degli altri. Perfino a Pavia non si raggiunge il 70%: il dato finale è appena 69.7. Eppure alle 19 l'affluenza aveva già superato il 59%.Nelle altre città lo scenario è perfino peggiore.A Voghera la percentuale dei votanti si è fermata al 66.1%: oltre 7 punti percentuali in meno rispetto alle politiche del 2018. Scenario simile a Vigevano dove ha votato il 64.7%: sempre sette punti in meno rispetto alle precedenti politiche. A Stradella la percentuale ha raggiunto il 68.7% (nel 2018 era al 75.1%), a Broni 67.7% (72.7%). A Mortara un dato ancora minore: i votanti sono stati il 63.1% contro il 70.7% del 2018.I dati peggiori, però, si trovano scorrendo l'elenco dei Comuni montani e della Lomellina. Solo qualche esempio: Brallo 54.9%, Menconico 60.5%, Gambarana 62.7%. Nemmeno vari raggiunge il 70% e si ferma al 69.2%.Le speranze della mattinataEppure i primi dati facevano pensare a un'affluenza diversa: a Mezzogiorno in provincia aveva votato il 4% in più rispetto al 2018.Il primo "controllo" è alle 12. L'affluenza 12 in provincia di Pavia - dato definitivo - è del 22,65 contro il 18,90% del 2018. L'affluenza più alta a Montescano (37,94%), Semiana (37,43%), Galliavola (36,24%), Fortunago (32,52%), Torre Beretti (32,01), Codevilla (30,93) e Villa Biscossi (30%). Il dato più basso è quello di Rocca de' Giorgi, il Comune con meno votanti d'Italia: alle 12 solo tre persone erano andate al seggio (il 12%), contro il 31,7 della passata tornata elettorale del 2018.Per quanto riguarda le regioni alle 12 è l'Emilia Romagna quella in cui si è votato di più: il 23,46% (il 22,70% nel 2018), seguita subito dopo dalla Lombardia con il 22,40% (20,90% nel 2018). La regione in cui si è votato di meno è la Campania, con il 12,45% (16,96% nel 2018); a seguire la Calabria, con il 12,84% (15,11% nel 2018)In mattinata vengono segnalate code a quasi tutti i seggi, in parte dovute anche al tagliando antifrode, un sistema di sicurezza messo a punto per contrastare la possibilità di sostituzione della scheda elettorale all'atto del voto. Una novità, introdotta dal "Rosatellum", già sperimentata nelle elezioni politiche del 2018 e che anche in quella occasione provocò qualche fila. Si tratta di un tagliando perforato rettangolare rimovibile con codice alfanumerico attaccato a un lembo della scheda che il presidente o lo scrutatore staccano prima di inserire la stessa scheda nell'urna. Dopo lo sprint della mattinata, il pomeriggio vede calare progressivamente le persone in coda ai seggi. Rispetto alle passate elezioni politiche i dati dell'affluenza alle 19 sono in calo a tutti i livelli e la provincia di Pavia è in linea con quanto accade altrove. Alle 19.50 i dati definitivi dell'affluenza - per quanto riguarda il passaggio delle 19 - confermano quanto emergeva dai parziali: è evidente il calo rispetto alla passata tornata. In provincia di Pavia si è passati da 59,95% del 2018 a 56,32%. Il dato più alto è sempre a Montescano (76,53%), anche se ha perso 10 punti rispetto alla passata tornata elettorale, seguito da Fortunago, Calvignano e Volpara (tutti sopra il 70%) dove però, al contrario di Montescano, l'affluenza è cresciuta. Bastida Pancarana ha il dato più basso della provincia: 40,84%, nel 2018 avevano già votato il 60,97% degli aventi diritto. --