Scoperti nuovi tesori dall'edificio celtico al denario di Severo

Roberto lodigianiI resti di un edificio di probabile origine celtica, un denario risalente all'epoca della dinastia dei Severi, nel III secolo dopo Cristo, una mandibola animale di migliaia di anni fa. Sono alcuni dei tesori emersi dalla nuova campagna di scavi nella zona di Rivanazzano Terme, la settima dal 2016 quando le ricerche ebbero inizio. L'èquipe coordinata dal professor Stefano Maggi, docente di Archeologia classica dell'Università di Pavia, e guidata sul campo dall'assegnista di ricerca Manuela Battaglia, è tornata per il quinto anno di fila nel sito di Isola Felice, quello più ricco di sorprese e che sta dando le maggiori soddisfazioni.I ritrovamenti«Abbiamo rinvenuto una struttura in muratura con ciottoli di grande dimensione e quanto restava del tetto dopo il crollo - spiega Battaglia - non si tratta di un'abitazione, ma di un deposito o comunque di un grande edificio realizzato con una tecnica di costruzione di età preromana. I materiali ritrovati sono databili al I secolo avanti Cristo, quando i Romani erano già presenti nella Pianura Padana ma convivevano ancora con i Celti, e il processo di assimilazione non si era completato». L'attività di scavo ha riportato alla luce anche un piano pavimentale in ghiaia poi tagliato da fosse più tarde, probabilmente del III secolo. Un altro dato di estremo interesse è rappresentato dall'evidenza di uno strato argilloso di una settantina di centimetri, testimonianza di un'esondazione dello Staffora. I frequenti allagamenti causati dal torrente, se da un lato provocarono l'abbandono degli insediamenti nell'agro tra Voghera (l'Iria romana) e Rivanazzano, durante il periodo tardo imperiale, assai più dell'instabilità legata alla crisi dell'autorità statale e alle invasioni barbariche, dall'altro hanno contribuito alla migliore conservazione dei reperti.Quanto al denario, moneta di età severiana (dinastia fondata nel 193 d.C. da Settimio Severo, imperatore originario della libica Leptis Magna), vi si distinge un tempio esastilo (con sei colonne) e la raffigurazione della divinità Roma. Un denario, più vecchio di quasi quattro secoli, è stato recuperato anche nel corso della campagna del 2021: venne coniato da Marco Antonio, per finanziare gli arruolamenti in vista dello scontro finale con Ottaviano (ad Azio, il 2 settembre del 31 a.C. la battaglia decisiva che consegnò Roma e i suoi immensi domini al nipote di Giulio Cesare).Il progetto partito - di fatto - nel 2015, si chiama «Valle Staffora. Archeologia nella terra del vino». Nell'estate di quell'anno, Pier Roberto Rosa, un residente, con profondo senso civico, informa il professor Maggi e il suo staff di «un evidentissimo tracciato visibile su Google Earth in località Cascina Pizzone»: la ricognizione, subito effettuata, conferma l'esistenza di un «abbondante deposito archeologico, riferibile con molta probabilità a una villa rustica romana a pianta complessa, incentrato su un ampio cortile, sul quale si affacciano gli ambienti residenziali e quelli produttivi». L'anno dopo, viene aperto il primo sito di scavi vero e proprio, a Cascina Boarezza, a meno di un km da Pizzone. Nel 2023, si continuerà a scavare a Isola Felice. --© RIPRODUZIONE RISERVATA