Trovati nidi d'ape al cimitero Area transennata

LINAROLOApi in una parte del cimitero e i cittadini protestano, chiedendo al Comune di intervenire il prima possibile. Una porzione del vecchio cimitero è infatti stata transennata per la presenza di alcuni nidi di insetti.In molti hanno ipotizzato che fossero vespe e hanno chiesto all'ente comunale di eliminarle per una questione di sicurezza, visto che la loro presenza impediva di accedere all'area. «Una situazione che prosegue da mesi e che inspiegabilmente con è stata risolta - sottolineano -. Un'incuria inaccettabile. Come è inaccettabile il fatto che l'amministrazione non dia risposte alle richieste dei cittadini, ignorati ogni volta che sollecitano chiarimenti o pongono problemi».«Abbiamo immediatamente fatto intervenire una ditta specializzata che ha accertato che non si tratta di vespe, ma di api - dice il sindaco Paolo Fraschini -. Le api sono insetti tutelati, non possono essere eliminate attraverso la disinfestazione, ma vanno recuperate. Un recupero che richiede del tempo e va svolto secondo modalità ben precise e nelle condizioni climatiche ideali e quindi non nel periodo caldo. È stata chiamata un'apicoltrice che ha già provveduto a svolgere qualche recupero, ma le api sono tornate. Bisogna aspettare il momento ideale».Ma al sindaco si è anche rivolta una famiglia di Linarolo per una lapide abbattuta. «La lapide è stata rotta tra venerdì e lunedì, probabilmente a causa della lastra di marmo della tomba posata proprio in quei giorni, vicina a quella del mio familiare. Non riteniamo infatti che si tratti di un atto vandalico - spiega un residente -. Abbiamo posto il problema al Comune, chiedendo spiegazioni, visto che la struttura è di proprietà dell'ente che peraltro dovrebbe tenere l'area sotto controllo. Ma non è arrivata alcuna risposta né dagli uffici, né dal sindaco».«Il Comune - replica il primo cittadino - sta facendo tutti gli accertamenti necessari. Della vicenda si sta occupando il segretario comunale, ma, al momento, non sono state rilevate responsabilità precise per il danno denunciato». --Stefania Prato