Riso, per siccità e rincari ristori da 100 euro per ettaro coltivato

PAVIA Per la risicoltura italiana arriveranno 15 milioni di euro a parziale ristoro dei maggiori costi sostenuti per le conseguenze della guerra in Ucraina, del forte aumento dei prezzi delle materie prime energetiche e della siccità, autentico flagello delle risaie pavesi e lomelline negli ultimi mesi. Il decreto firmato dal sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio ha ricevuto il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni e sarà calcolato in base agli ettari di risaia coltivata nella campagna agraria che sta per terminare. cifre e tempiIn particolare, alle aziende agricole sarà concesso un aiuto fino a 100 euro per ogni ettaro coltivato a riso nella campagna 2022 e fino a esaurimento delle risorse disponibili. Per il Pavese e la Lomellina, prime zone risicole in Europa con una media annua di 77mila ettari, si parla di una cifra vicina agli 8 milioni. «Oltre alle difficoltà legate ai rincari e alla crisi ucraina - afferma il pavese Centinaio - si è aggiunta una drammatica siccità che ha bruciato migliaia di ettari e reso improduttivi tanti terreni, mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza di una filiera molto importante per il paese. Questo è un provvedimento che dà un'iniezione di fiducia a un comparto strategico non solo dal punto di vista dell'agroalimentare made in Italy, ma anche per l'equilibrio ambientale e la valorizzazione della risorsa idrica». Le organizzazioni agricole annotano con qualche sfumatura.le associazioni: bene ma non basta«È una boccata d'ossigeno per le aziende - spiega Stefano Greppi, presidente di Coldiretti Pavia - che consentirà almeno temporaneamente di alleviare la drammatica situazione delle imprese. Noi lo denunciavamo da tempo: con i costi di produzione alle stelle e con la più grave siccità degli ultimi anni, la situazione sta diventando insostenibile. Ora ci auguriamo che, nell'assegnazione di questi fondi, si parta dalle aziende più colpite, cui si devono aggiungere tutti quei terreni parzialmente colpiti e che faranno registrare cali produttivi». Marta Sempio, presidente di Confagricoltura Pavia, commenta così: «Prendiamo atto con favore del contributo straordinario previsto a parziale ristoro dei maggiori costi sostenuti in questa complicata annata e siamo certi che, non appena completata la perimetrazione dei danni, seguiranno ulteriori aiuti, necessariamente più ingenti, per le aziende e i territori colpiti dalla siccità». Più cauto Carlo Emilio Zucchella, presidente di Cia Pavia: «Accogliamo con favore il decreto, anche se non ci sono elementi certi circa i tempi e lo schema che si cita nell'accordo Stato-Regioni. Sarà fondamentale agire con tempestività per aiutare le aziende nell'immediato ed evitarne la chiusura. Non c'è tempo da perdere: le rilevazioni sui danni da siccità che stiamo effettuando, sotto il coordinamento dell'Ufficio territoriale regionale, evidenziano una situazione disomogenea sul territorio ma critica. Al momento 15 milioni di euro sembrano non bastare». ente risi in campoCoinvolto anche l'Ente nazionale risi, il cui centro ricerche è a Castello d'Agogna. «Esprimo grande soddisfazione - dice il presidente Paolo Carrà - per il via libera al decreto che ha visto impegnato il nostro Ente nella trasmissione al ministero dei dati relativi agli aumenti dei costi sostenuti nel 2022 rispetto a quelli dell'anno precedente. Il via libera al decreto dalla conferenza Stato-Regioni a firma del sottosegretario Centinaio è la conferma dell'attenzione nei confronti del settore e permetterà alle aziende risicole italiane di attenuare l'aumento dei costi dei fattori produttivi verificatesi a causa dell'evento bellico ucraino e delle gravi perdite subite provocate dalla siccità». --Umberto De Agostino