Al Castello di Pavia rivive l'assedio del 1302

Roberto LodigianiPrima di diventare signori di Pavia, costruendovi il castello, i Visconti duchi di Milano dovettero sudare le proverbiali sette camicie per piegare la resistenza del libero e fiero Comune sulle sponde del Ticino. Uno degli episodi-chiave del lungo - e sanguinoso - braccio di ferro, è rappresentato dall'assedio del 1302, che si risolse con lo scacco degli assalitori. L'associazione Scherma Storica Pavia lo ripropone, oltre settecento anni dopo, nella rievocazione in costume d'epoca che domani e domenica farà rivivere ai visitatori quei momenti cruciali nelle vicende della città: la location sarà il Castello Visconteo, edificato - peraltro - parecchio dopo i fatti ma che nelle sue caratteristiche architettoniche è la scelta più vicina possibile ad un'ambientazione medievale. Nei giardini verrà allestito l'accampamento, ovviamente in stile trecentesco, mentre nel cortile, domenica pomeriggio dalle 17, sarà ricostruita la battaglia tra l'armata viscontea e la milizia popolare. Si combatterà con spadoni, asce, lance, archi e balestre in tutto simili agli originali, ma in modo sicuro e incruento. Le armi, in sostanza, faranno rumore proprio come allora, ma senza arrecare danni. Va comunque detto che già a inizio Trecento le battaglie cominciavano ad essere qualcosa di complesso, non più caotiche zuffe.Il ritorno post-CovidLa «Città delle 100 torri», giunta alla terza edizione, torna dopo due anni di stop causa Covid. «Nel 2019 - spiega Alessandro Cristiani, presidente di Scherma storica - i visitatori nei due giorni di eventi furono circa 4mila». L'ingresso sarà libero e gratuito. Chi assisterà, potrà anche assaporare cibi cucinati "alla medievale", per lo più a base di carne. Scherma Storica è nata nel 2013. I soci oggi sono diciotto: oltre alla rievocazione a Pavia, prende parte ad altre iniziative analoghe nel Nord Italia. «Ma esiste anche un aspetto prettamente sportivo ed agonistico - avverte Cristiani - rappresentato dai tornei di Scherma storica a cui partecipiamo». La storiaL'assedio di Pavia ebbe luogo nel marzo del 1302, quando l'esercito milanese guidato da Galeazzo I Visconti tentò di conquistare la città, appoggiata dai Langosco di parte guelfa che vavevano contribuito alla cacciata dei Beccaria fedeli alla signoria milanese. Si presume che Galeazzo non tentò un vero e proprio blocco della città, a causa delle forze insufficienti di cui poteva disporre., compresa un'adeguata flotta fluviale. Pavia, quindi, continuò ad essere rifornita e soccorsa tramite il Po e il Ticino dalle alleate Piacenza e Cremona. Tuttavia, grazie a un attacco fulmineo, il 23 marzo, Galeazzo I quasi riuscì a conquistarla. Quel giorno, infatti, i suoi uomini assaltarono una delle porte settentrionali, Porta Santo Stefano, incendiandola, ma dopo un furioso combattimento vennero respinti dai pavesi. Non si conosce l'esatta entità delle perdite, ma probabilmente furono ingenti, inducendo Galeazzo alla ritarata, rinunciando almeno per il momento ai suoi disegni di conquista della riottosa Pavia. --© RIPRODUZIONE RISERVATA