Riso, l'inizio del raccolto conferma le previsioni Perso il 40% del prodotto

BELGIOIOSO Le prime mietitrebbie in risaia confermano le stime delle ultime settimane: la produzione dei pochi risoni trebbiati finora è inferiore del 30-40% rispetto all'anno scorso. L'analisi porta la firma di Paolo Ghisoni, presidente dell'associazione Rice up che raggruppa i risicoltori del triangolo risicolo Pavia-Vercelli-Novara in modo trasversale alle organizzazioni di categoria. SICCITàLa gravissima siccità ha colpito in particolare il Pavese e la Lomellina, dove i primi dati del nuovo raccolto sono in linea con le previsioni. «Possiamo affermare - spiega Ghisoni, di professione mediatore di cereali - che risoni come CL 388, un lungo A da risotto tipo Arborio, hanno subìto pesantemente i problemi climatici di quest'anno, mentre altre varietà, come il lungo A Barone, un po' meno: in ogni caso, tutto sarà da verificare con il procedere del raccolto, che sarà probabilmente più lungo del solito considerato che molti risi sono ancora in fase di spigatura». RESE E PREZZIGhisoni, che sei anni fa aveva lanciato il progetto per l'ottenimento del marchio "Riso della Valle del Po", parla anche delle rese, «non ottimali anche se i dati relativi sono ancora scarsi», e dei prezzi, per cui la situazione è ancora di difficile interpretazione.«Normalmente in questo periodo - prosegue Ghisoni - i prezzi calano, ma quest'anno è talmente anomalo che si dovranno aspettare dati più certi: in prima battuta, comunque, possiamo dire che le quotazioni di Volano e CL 388 sono stabili, con poche rimanenze di magazzino e i primi tagliati non bellissimi. I prezzi di Carnaroli e similari sono ancora alti, tra i 110 e i 115 euro al quintale, ma con poca merce in vendita perché le rimanenze sono nulle e le partite tagliate veramente poche e, per ora, di resa molto bassa perché bruciati in campagna. Il Barone, con qualche partita decente già trebbiata, con ritiro veloce vale 65 euro, mentre il Vialone Nano, con i primi raccolti bassi di resa e poca produzione, vale ancora 120 euro, ma speriamo non sia il canto del cigno della varietà sia per la troppa difficoltà di produzione sia per la poca voglia di spendere queste cifre da parte dei compratori per una varietà ormai di nicchia». Mais e grano a 36,50 euro. --Umberto De Agostino