Il Tar boccia parzialmente il calendario della caccia

BEREGUARDOIl Tar di Milano boccia (per la seconda volta in due anni) parte del calendario venatorio regionale, approvato a giugno dalla maggioranza di centro desta. Ad inoltrare il ricorso, la Lac (Associazione per l'abolizione della caccia) che aveva chiesto ai giudici amministrativi di cassare alcuni punti riguardanti le specie da poter abbattere e i periodi in cui farlo. «In particolare, per effetto dell'ordinanza, viene posticipata l'apertura della caccia ad alcune specie, che pertanto non potranno essere abbattute se non a partire dal 1 ottobre _ precisa la Lac sul suo sito _ come beccaccino, frullino, gallinella d'acqua, folaga, porciglione, germano reale, alzavola, codone, fischione, mestolone, marzaiola, canapiglia, tordo bottaccio e beccaccia».Per quest'ultima, in particolare, «essendo una specie in forte declino e per la quale esiste un piano di gestione nazionale in gran parte inattuato dalla Lombardia, è stato inoltre fissato un carniere massimo stagionale per ciascun cacciatore pari a 20 capi». Lapidario il commento del consigliere regionale pavese del M5S Simone Verni. «L'unica cosa da cacciare in Lombardia, ovviamente nel senso di mandarla politicamente a casa, dovrebbe essere questa maggioranza _ attacca _. In cinque anni in commissione Agricoltura hanno legiferato quasi esclusivamente in materia venatoria dimenticandosi delle istanze dell'agricoltura. Non è la prima volta, fra l'altro, che il calendario venatorio viene bocciato dal Tar. Oltretutto non sono stati capaci nemmeno di approvare il Piano faunistico venatorio regionale, la "Bibbia" in materia di caccia. Quindi non solo si sono dimenticati degli agricoltori, ma sull'unica materia in merito alla quale hanno tentato di legiferare hanno fatto danni. Un tentativo di raccogliere consensi fra i cacciatori, pur consapevoli che il calendario sarebbe stato bocciato come lo scorso anno, dal momento che intere parti sono assolutamente contro le norme vigenti». --G.S.