San Michele, dopo il crollo a rischio la stabilità del tiburio sulla facciata

PAVIAPrimo sopralluogo della Soprintendenza ieri mattina a San Michele dove è crollata la coppia di colonnine esterne del tiburio, l'elemento architettonico che racchiude la cupola. Durante la visita, ufficialmente legata all'apertura del cantiere per i lavori di restauro della facciata, l'attenzione si è quindi inevitabilmente spostata sul cedimento di questa parte del tiburio che ha obbligato, per ragioni di sicurezza, a transennare via Scarpa. Rimane infatti il rischio che le porzioni rimaste sul tetto cadano a terra.i rischi immediati«Si pone un problema di stabilità strutturale ed è quindi necessario un intervento urgente sull'intero tiburio - sottolinea Vittorio Vaccari, presidente dell'associazione Il Bel San Michele -. I costi sono rilevanti per questo diventa indispensabile la collaborazione tra enti, anche pubblici, per trovare i fondi necessari al recupero». Un appello alla città, quello lanciato dal Bel San Michele, che punta ad accendere i riflettori sulla basilica, ricordando che «rappresenta una delle massime espressione romaniche lombarde, collegandosi alla storia artistica dell'intera regione». «Rientra nel prezioso circuito di cui fanno parte anche Santa Maria Maggiore a Lomello e Sant'Ambrogio - precisa Vaccari -. San Michele ha una fragilità strutturale legata al deterioramento progressivo della pietra arenaria, causato dagli agenti atmosferici e dall'inquinamento. Ma abbiamo il compito di preservare questo gioiello artistico e architettonico e tramandarlo alle future generazioni ed è per questo che è necessario uno sforzo collettivo».l'ultimo restauro mezzo secolo faL'ultimo restauro significativo sul tiburio risale agli anni '60, ad opera di Sanpaolesi, quando cedette un'altra colonnina. «Ma allora si scatenò una forte reazione, anche a livello nazionale, e si trovarono i fondi». Ricorda poi il presidente che esiste una criticità strutturale in quanto la colonna, caduta sul tetto del transetto sud, proprio dove si vede la finestra rotonda che ha il compito di illuminare il tiburio, svolgeva un ruolo fondamentale, quello di sostenere la mensola che, a sua volta, sostiene gli archetti.«Non conosciamo - spiega - la resistenza della mensola che concorre a sostenere la copertura del tiburio».il sindaco rispondeRisponde all'appello il sindaco Fabrizio Fracassi che, sul crollo, dice: «Si tratta di un campanello importante sulle condizioni critiche di San Michele che, come altre chiese della città, fa parte di un patrimonio da salvaguardare e rappresenta una delle basiliche più pregiate a livello internazionale. Auspico quindi un esito positivo del bando degli Emblematici maggiori, di Fondazione Cariplo, per garantire ulteriori risorse finalizzate ad altri restauri, ma sarebbe fondamentale un intervento dello Stato che, in primis, dovrebbe contribuire alla tutela del monumento. Il Comune è disponibile a fornire il proprio aiuto, ma ha risorse risicate e deve provvedere alla sistemazione di altri edifici di pregio di sua proprietà. A partire dal castello Visconteo». Resta aperta anche la questione della fluorescenza bianca nella porzione nord della facciata, il cui restauro è appena terminato. «Siamo preoccupati per questa imbiancatura, perché viene alterato l'aspetto cromatico - spiega Vaccari -. Sappiamo che sono stati utilizzati gli stessi materiali usati due anni fa nel cantiere pilota». --Stefania Prato