Albaredo e Campospinoso il matrimonio s'ha da fare

l'incontro«Sì alla fusione tra Campospinoso e Albaredo, altrimenti non riusciremo a sopperire alla continua diminuzione dei trasferimenti statali».I sindaci dei due Comuni, che si apprestano, se i cittadini voteranno a favore al referendum, a diventare uno solo, hanno incontrato lunedì sera un'ottantina di residenti al campo sportivo di via Giardino per spiegare le ragioni che hanno spinto le amministrazioni a optare per la fusione. «Negli anni, Albaredo ha perso la capacità di assumere personale, inoltre, a causa della chiusura di alcune realtà industriali e al blocco dal punto di vista urbanistico, sono iniziati a diminuire gli introiti comunali - ha spiegato il sindaco Francesco Preda che, se passasse la fusione, lascerebbe dopo 25 anni in municipio -. A ciò si aggiunge l'inesorabile diminuzione dei contributi statali che ci hanno permesso di realizzare opere importanti come la pavimentazione del cimitero di Baselica e della piazza della chiesa, il rifacimento del tetto del municipio». Anche la formula dell'Unione di Comuni, nata nel 2001 per consentire ad Albaredo di mantenere i servizi, ha iniziato a creare problemi: «I trasferimenti statali che ci permettevano di compensare alcune spese sono diminuiti di circa 65.000 euro per entrambi i Comuni negli ultimi anni - ha aggiunto la sindaca di Campospinoso, Olga Volpin -. Lo Stato, inoltre, ci obbliga ad accantonare le cifre per il pagamento di Tari e Imu che non possiamo usare per i servizi. Infine, ogni anno i due Comuni e l'Unione devono pagare quasi 160.000 euro di mutui per investimenti fatti nel passato che vanno a gravare sui bilanci attuali».Con la fusione, invece, arriveranno nelle casse del nuovo Comune 220.000 euro all'anno per dieci anni nella spesa corrente, consentendo all'amministrazione di potenziare i servizi, provvedere alla manutenzione del territorio e mettere mano alle assunzioni (ad esempio di un vigile a tempo pieno). «In progetto c'è l'eliminazione dell'addizionale Irpef, che quest'anno abbiamo dovuto inserire anche a Campospinoso, e l'abbassamento delle altre tasse - ha aggiunto Volpin -. Inoltre, vogliamo aiutare le nostre associazioni che si occupano di sport, giovani, anziani». Nessuna voce contraria tra il pubblico, ma alcuni cittadini hanno chiesto chiarimenti su come verranno spese le risorse assegnate, ribadendo la necessità di maggiori servizi per le famiglie e più controllo del territorio, in particolare per lo scarico illegale dei rifiuti. Il referendum, con il quale i cittadini dovranno decidere se approvare o meno la fusione e il nome del nuovo Comune (mantenendo Campospinoso o scegliendo Campospinoso Albaredo) si terrà probabilmente a fine novembre: non è previsto il quorum, ma per passare i quesiti dovranno ottenere la maggioranza in entrambi i Comuni. Trattandosi di una fusione per incorporazione, in caso di vittoria dei "sì", Albaredo verrà sciolto nel nuovo ente senza bisogno di elezioni: «Una scelta per evitare il commissariamento che bloccherebbe l'attività amministrativa - ha concluso la sindaca di Campospinoso -. In questo modo l'altro Comune continua e lavora per entrambi». --Oliviero Maggi