«Salvate il Lancone» Ecco il progetto per l'area golenale

STRADELLAUn appello ai sindaci di Stradella, Portalbera e San Cipriano Po per salvare il Lancone, l'area golenale del fiume Po che si estende per 1,5 km sul territorio dei tre Comuni. A lanciarlo è Gianfranco Garlaschi, figura nota del mondo venatorio oltrepadano, rappresentante della Regione nell'ambito di caccia "Casteggio Oltrepo Nord 4" e grande appassionato di ambiente, che ha preparato uno studio di riqualificazione del bacino d'acqua, inviato ai sindaci dei tre Comuni, a quelli di Broni, Albaredo e Campospinoso, a Regione e Provincia, Wwf e Legambiente, alle associazioni agricole, venatorie e dei pescatori, ai cittadini. La proposta è «un'iniziativa condivisa dal territorio» per recuperare, anche grazie ai fondi Pnrr, l'ambiente naturale sulle sponde del Lancone, migliorare la condizione delle acque, recuperando e aumentando la fauna e la flora.Il Lancone ha rappresentato un luogo di svago e di pesca per tantissimi ragazzi negli anni '50, quando erano ancora presenti tantissime varietà di pesci; nel 1962, poi, uno sversamento di sostanze acide, che provocò la morte di centinaia di pesci, ha condizionato lo sviluppo successivo nella zona. Negli anni '90 cambiò la programmazione agricola dell'area golenale con l'abbandono della coltivazione intensiva a pioppi e la creazione di ettari di terreno molto fertile perché soggetto alle esondazioni del Po. «La situazione attuale è quella di immensi canneti lungo le sponde, con la presenza di molte nutrie e poca fauna acquatica, se non dove ci sono acque sorgive - spiega Garlaschi -. Inoltre, non è accettabile né biologicamente corretto che gli scarichi urbani di sei Comuni vengano convogliati, seppur dopo essere passati nei depuratori, nel Lancone». Il progetto di Garlaschi prevede proprio la realizzazione di un canale di scorrimento, parallelo alla sponda sinistra del Lancone, per convogliare gli scarichi urbani e farli defluire oltre l'area golenale: «Questo, oltre a migliorare la qualità delle acque, favorirà il recupero graduale della fauna ittica e della flora palustre - conclude -. A ciò si potrebbe affiancare la creazione di un sentiero pedonale lungo la sponda destra per i sempre più numerosi passeggiatori della zona». --Oliviero Maggi