Erbari e acquarelli botanica meravigliosa nella mostra allestita nel salone Teresiano

paviaGli acquerelli del monaco settecentesco Fulgenzio Vitman, "nascosti" per decenni negli archivi dell'Orto Botanico, una selezione di 135 modelli di specie vegetali - manufatti unici, freschi di restauro - e poi pergamene, tavole, incunaboli. Un viaggio tra passato e presente nel mondo della botanica: con la mostra Summa Plantarum e Giardini Disobbedienti- visitabile da giovedì (fino al 15 ottobre) nel salone Teresiano della Biblioteca Universitaria - si apre anche la prima edizione della rassegna Horti Aperti. Mercoledì, alle 17, l'inaugurazione con la direttrice della biblioteca Marzia Pontone e la delegata alla terza missione dell'Università di Pavia Federica Villa. Intervengono Nicola Ardenghi, Antonella Campagna e Sabina Berra, curatori delle mostre, e Graziano Rossi, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente.Due i percorsi nel salone: Summa Plantarum, curata da Nicola Ardenghi, Simone Orsenigo, Antonella Campagna e Maria Cristina Regali, apre con una vetrina interamente dedicata alla mandragora, raffigurata nel magnifico Herbarium manoscritto in pergamena del XIV secolo, nell'Herbarius stampato a Magonza nel 1484 e nella settecentesca incisione acquerellata di Giorgio Bonelli. Manoscritto è anche il magnifico Hortus impressus. L'itinerario prosegue cronologicamente, dagli incunaboli alle edizioni del Seicento di botanici europei che si soffermano anche su piante esotiche scoperte nei loro viaggi, passando per numerose cinquecentine. A rappresentare il Settecento, tra gli altri: Deliciae Florae di Scopoli e Icones plantarum medicinalium di Plenck, magnificamente illustrati; un manoscritto ad acquerello viene realizzato nel 1779 da Damiano Mascaroni, monaco della Certosa di Pavia; Menthae Britannicae di William Sole, accostato alla voce "Mentha" del fondamentale Species Plantarum di Linneo che rivoluziona la nomenclatura botanica. Non mancano, infine, illustrazioni di piante del territorio come il Tribulus, noto nemico delle biciclette. Le altre vetrine sono dedicate all'erbario di Fulgenzio Vitman (1728-1806), il più antico tra gli Erbari custoditi presso l'Herbarium Universitatis Ticinensis, risalente alla seconda metà del Settecento: conserva splendidi disegni acquerellati che sostituiscono in parte o in toto organi difficilmente conservabili come fiori e frutti.Il monaco vallombrosano Vitman, primo titolare della cattedra di Botanica dell'Ateneo pavese, fondò l' Orto Botanico di Pavia e quello di Brera. Il suo erbario venne realizzato prevalentemente per insegnare la botanica ai medici e agli speziali. Il nucleo della collezione, costituito da oltre 1500 fogli, è custodito nell'Erbario dell'Università di Pavia, anche se la sua reale ubicazione è rimasta a lungo ignota agli studiosi.L'Orto Botanico dell'Università, infine, espone una selezione dei 135 splendidi modelli botanici della manifattura berlinese Robert & Reinhold Brendel, raffiguranti la morfologia e l'anatomia di diverse specie vegetali. Risalgono con ogni probabilità alla fine del XIX secolo; il loro recente restauro ha svelato la complessità della loro fabbricazione, avvenuta con l'impiego di innumerevoli materiali di origine biologica: cartapesta, legno, gelatine animali, crini di cavallo, midollo di canna, fibra di canapa, seta e piume.Giardini Disobbedienti di Sabina Berra completa l'allestimento illustrando come si modifica, nel tempo e nell'evoluzione della scienza, la rappresentazione di piante e fiori, con fotografie di piante contemporanee che scendono dall'alto, sospese sulle bacheche con grande impatto visivo. --