Cena lampo a Cassolnovo per Salvini «In questi paesi c'è il cuore d'Italia»

il comizioSandro Barberis / cassolnovoDopo una giornata su e giù per l'Italia, la mattina in Sicilia il pomeriggio a Milano, il leader della Lega Matteo Salvini arriva a Cassolnovo con una mezz'ora di ritardo abbondante sulla tabella di marcia. Ad attenderlo alla festa della Lega al parco Schmid ci sono militanti, sindaci e lo stato maggiore pavese: il presidente della Provincia Giovanni Palli, i candidati Gian Marco Centinaio ed Elena Lucchini, ma anche le europarlamentari Silvia Sardone e Isabella Tovaglieri e il segretario regionale Fabrizio Cecchetti e quello provinciale Jacopo Vignati. C'è anche Roberto Mura, consigliere regionale pavese finito in polemica con i vertici del partito. Salvini arriva, il suo Milan ha appena iniziato a giocare in casa della Sampdoria (qualcuno gli sibila del repentino gol di Messias per i rossoneri), bagno di selfie. Poi un boccone al volo seduto tra Centinaio e la Lucchini. Zero carboidrati come promesso alla fidanzata Francesca Verdini. «Non mangia da stamattina», dicono quelli della scorta (uno è interista, rivela di aver esultato sottovoce al gol partita di Brozovic contro il Torino nel viaggio verso Cassolnovo). I volontari gli portano qualche fettina di carne, lo strappo è l'acqua frizzante. Una telefonata, a chiudere il caffè e qualche selfie. Sul palco il complesso suona Anima mia dei Cugini di campagna. Il segretario provinciale Vignati dà il via: «Questa è l'ultima, poi tocca a Matteo». Prima parlano la deputata vogherese e ricandidata (in Brianza) Elena Lucchini, il sottosegretario, senatore e ricandidato nell'uninominale di Pavia Gian Marco Centinaio (mentre Salvini è interessato al Milan, Centinaio chiede della sfida di basket tra Vigevano e Pavia senza però dare troppo nell'occhio vista la vicinanza geografica a Vigevano) e il segretario regionale Fabrizio Cecchetti. Il campionario dei discorsi è quello tipico della Lega. L'aria è di referendum, più che di elezioni per il Parlamento il 25 settembre. «O noi o il Pd che vuole droga libera e immigrazione a tutto spiano» dicono i leghisti. Cecchetti, ultimo a parlare, carica poi l'ambiente: «Salvini rischia il carcere per aver fermato una nave di immigrati davanti alle coste italiane» grida il segretario regionale. Applausi. Poi l'entrata di Salvini sul palco. Un cenno al Milan «che sta vincendo», poi la tradizionale celebrazione dei «piccoli centri come Cassolnovo che sono il cuore dell'Italia, non faccio come i grandi politici che vanno solo nelle grandi città». Poi gli affondi. Bersagli preferiti la solita Fornero «subito via la sua riforma delle pensioni, uno dopo 41 anni di lavoro deve poter andare in pensione», Letta e il Pd «che sono indecisi nel mettere subito soldi per calmierare le bollette: noi li vogliamo mettere adesso per evitare di spendere di più per cassa integrazioni e disoccupati a dicembre» e infine anche Calenda «che vuole che tutti facciano il liceo, una follia: c'è gente con la terza media che ha messo su aziende». Infine l'appello al voto, visti anche i sondaggi che danno la Lega in calo seppur in un centrodestra vittorioso. «L'errore è pensare che il centrodestra abbia già vinto, andiamo a votare e facciamo votare per la Lega: anche un voto in più è importante» chiude Salvini prima dell'ultima fatica di giornata a Cinisello Balsamo. --