Fondata nel 1941, chiusa nel 2005 Poi roghi, sversamenti e 42 arresti

la storiaDa azienda di produzione di alcool e acido tartarico, che ha dato lavoro a molte famiglie oltrepadane, soprattutto tra Redavalle, Santa Giuletta e Casteggio (arrivando a oltre 250 dipendenti) ad area dismessa e "bomba ecologica". La Società Vinal che realizzò uno stabilimento di circa 40mila metri quadrati (di cui 23mila di superficie coperta) posto, strategicamente, tra la via Emilia, la ferrovia e, inseguito l'autostrada A21, fu fondata nel 1941 da Mario Pozzi sul terreno dell'ex Cementificio Palli iniziando la sua attività nel 1943 come centro di compravendita di uve. Nel 1948 prese il nome Vinal spa (Vinicola italiana naturali accelerate lavorazioni) per la produzione di alcool dalle vinacce delle uve (ne entravano 6.500 quintali al giorno) e da mele della zona di Varzi. Dopo la morte del fondatore, iniziò un lento declino: negli anni Novanta fu acquistata da Antonio Marone, che proseguì nella produzione , ma lo scoppio di un'inchiesta a suo carico (l'imrenditore è morto nel 2017) e il fallimento della ditta portarono nel 2005 alla chiusura. Il 15 febbraio 2006 l'area è stata posta sotto sequestro dalla procura di Nocera Inferiore. Da allora è in stato di abbandono e oggetto di vandalismi e furti (i carabinieri hanno operato 42 arresti in dieci anni nell'area). I sigilli sono stati tolti poche volte per poter affrontare delle emergenze ambientali particolarmente gravi per la sicurezza dei residenti: nel 2013, per la bonifica di 100 ettolitri di olio combustibile sversati nel piazzale e nei terreni a causa della manomissione di un silos, nel 2016 per la visita dell'Avani, nel 2017 per quella della commissione parlamentare di inchiesta sugli illeciti legati al ciclo dei rifiuti, promossa dall'allora senatore pavese Luis Orellana. Nel frattempo, il Comune ha lavorato alla messa in sicurezza grazie ai 2,2 milioni di euro stanziati nel 2018 dalla Regione: il primo lotto (1,2 milioni di euro), la bonifica di 15 mila metri quadrati di tetti in amianto, è in fase di assegnazione, il secondo riguarda la messa in sicurezza di centinaia di ettolitri di acidi stoccati nei silos. A questo si aggiungono gli incendi sospetti che nell'estate 2019 sono scoppiati nella zona dell'ex depuratore, causati probabilmente dalla presenza nel terreno di metalli pericolosi. Per le analisi dei suoli nel 2020 la Regione, grazie ad un emendamento del consigliere regionale pavese M5S Simone Verni, ha stanziato un altro milione di euro. Il finanziamento non è stato possibile, però, utilizzarlo perchè i fondi dovevano essere impiegati per il miglioramento di strutture di proprietà pubblica. L'ex Vinal non lo era, peraltro ancora sotto i vincoli giudiziari. --Oliviero Maggi