Ex Vinal, l'intera area è dissequestrata bonifica e asta: il curatore svela le tappe

Fabrizio Guerrini / Santa. GiulettaEx Vinal: dopo il recente ritrovamento di una discarica d'amianto e di bidoni sospetti nella zona dell'ex depuratore, arriva una nuova svolta. L'intera area non è più sotto sequestro giudiziario: non solo l'ex stabilimento a Santa Giuletta, come già sapeva il Comune, ma sono "liberi" anche i terreni e l'area delle ex cave alla frazione San Re. E', infatti, caduto l'ultimo, pesante vincolo giudiziario. Vincolo che ostacolava non solo la messa all'asta dell'ex fabbrica chimica e dei terreni annessi (su una estensione di oltre 60 ettari), ma, soprattutto l'avvio delle bonifiche attese , da tempo, dal Comune e dai residenti da anni sotto la minaccia di sversamenti acidi, incendi difficili da domare e miasmi. Non sarà, comunque, facile disinnescare quella che Legambiente definisce «una gigantesca bomba ambientale per l'Oltrepo».Via liberaDal novembre scorso il nuovo curatore fallimentare dell'ex Vinal è l'avvocato Tommaso Bartiromo di Nocera Inferiore e ha, così, seguito da vicino l'ultimo svolta decisiva. A gennaio sono scaduti, infatti, i termini per un ricorso che poteva bloccare tutto. Una grana che parte nel dicembre 2005 quando la Vinal fallisce. Pochi mesi prima, l'imprenditore Antonio Marrone di Nocera Inferiore vende la Vinal alla società Intervini sempre di Nocera. La Vinal fallisce e parte l'inchiesta giudiziaria che parte dal sospetto che la vendita Vinal-Intervini (che fa riferimento allo stesso Marrone) sia illegale: Marrone (scomparso nel 2017) è accusato di bancarotta fraudolenta e la Vinal di Santa Giuletta viene posta sotto sequestro dalla procura campana. Anche l'Intervini, fallisce. Viene avviata, intanto, la procedura, per annullare il contratto di vendita finito sotto inchiesta. «Restava aperta la possibilità - spiega l'avvocato Bartiromo - che il curatore fallimentare della Intervini presentasse ricorso in Cassazione contro l'annullamento del contratto Intervini. A gennaio i termini sono scaduti. Si può ripartire».Prima fase: togliere i rischiL'ultimo capitolo del "rischio ex Vinal" è il recente ritrovamento di scarichi abusivi nell'area dei cosiddetti "boschi chimici" (dove c'erano e cave di decantazione dei liquami chimici). Bidoni e tante, troppe, lastra d'amianto: la zona della frazione San Re è una discarica abusiva. «Ho segnalato quanto ho letto sulla "Provincia pavese" al custode giudiziario e al giudice delegato del tribunale di Nocera Inferiore - spiega l'avvocato Bartiromo - Abbiamo ricevuto anche l'avvio della procedura di sgombero da parte del Comune di Santa Giuletta. E' già stato nominato un nostro tecnico che sta provvedendo a fissare la rimozione dei rifiuti. Sono in stretto contatto con il geometra Mussi, il tecnico comunale».Tempi stretti: il 6 ottobre la sindaca potrebbe emettere un'ordinanza. A quel punto il Comune agirà in proprio e il conto sarà addebitato alla proprietà ex Vinal. Lo stesso accadrà per la bonifica di tutto l'amianto dello stabilimento: il Comune ha avviato la manifestazione d'interesse per l' appalto. Verranno investiti gli 1,2 milioni ricevuti dalla Regione. Santa Giuletta sta agendo in regime di "privilegio speciale immobiliare": una volta terminata la bonifica, la spesa sarà addebitata al prossimo proprietario. Resterà poi un altro milione di euro della Regione destinato all'inquietante fronte chimico della bonifica (le cisterne d'acido). Tornando ai "boschi chimici" il legale spiega come «le analisi Arpa, dopo il rogo di tre anni fa, abbiano rilevato alluminio, zinco e di ferrocianuro di potassio. Ma, secondo l'Arpa, sotto la soglia di rischio». Gli incendi e i miasmi, però, si sono verificati: bisognerà liberare l'area dagli arbusti per analisi più approfondite alla falda. Prima della vendita si dovrà provvedere. Seconda fase: venderlaQuando era in attività la Vinal era stata valutata 15milioni di euro. Nel 2010, a fabbrica chiusa, 8 milioni. «Da cui chiaro si devono detrarre i costi di bonifica - osserva l'avvocato Bartiromo». Il legale ha affidato a un tecnico di definire i valori immobiliari della proprietà: i terreni agricoli coltivati, dei due cosidetti boschi e dell'ex stabilimento. «L'obiettivo è arrivare alla messa in asta per lotti quanto prima - spiega il legale campano - Ho registrato un paio di contatti informativi di potenziali acquirenti sia dell'ex opificio che dei terreni annessi. Chiaro che è tutto rinviato alla gara d'asta con la definizione delle questioni riguardanti la bonifica». L'avvocato Bartiromo ha avuto modo di vedere cosa sia l'ex Vinal, non ha dubbi: «Si deve chiudere presto questa storia». Il fantasma chimico è lì: un'ombra che agita la via Emilia --