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Ho letto l'articolo del 10 agosto "Fanghi, le ditte vincono al Tar, meno limiti agli spandimenti" e la lettera successiva del prof. Scevola "Fanghi, sentenza incredibile", il cui contenuto non posso che condividere pienamente.Purtroppo le sentenze si devono accettare e rispettare, anche quando appaiono palesemente illogiche, perché in contrasto con altre sentenze anche del Consiglio di Stato, che invece avvallano la distanza minima di 500 mt. dalle abitazioni, prevista da alcuni sindaci pavesi nei loro Pgt.Molto, molto più grave è il problema legato al contenuto di sostanze inquinanti nei fanghi di depurazione, che potenzialmente possono inquinare la matrice terreno e quindi la catena alimentare fino ad arrivare all'uomo. La normativa speciale di riferimento il Dlgs. 99/92, ormai datato e superato, e quella generale sull'ambiente Dlgs. 152/06 devono essere armonizzate. Ora è compito della politica e del Parlamentovarare una normativa chiara, efficace, che non dia adito a dubbi interpretativi da parte dei giudici del Tar o del Consiglio di Stato. In campagna elettorale tutti i partiti sicuramente diranno che fra le loro priorità c'è la tutela dell'ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici in atto. E' auspicabile che questo interesse sia concreto, non di facciata. Per quanto riguarda il problema dei fanghi, finora non mi sono reso conto di tutto questo interesse da parte della politica nazionale. Anzi alcuni mesi fa ho avuto modo di parlare con un parlamentare della nostra provincia, definita " La terra dei fanghi", e della necessità impellente di arrivare a una nuova normativa adeguata: ebbene, questo parlamentare candidamente mi disse che non c'è la volontà politica di affrontare il problema. Questo a mio avviso vuol dire che forse le lobby del settore per difendere i propri interessi riescono a condizionare la politica. Mi auguro e voglio sperare, anche se nutro forti dubbi, che il prossimo Parlamento ed in particolare i parlamentari pavesi eletti, indipendentemente dalla loro appartenenza partitica, abbiano la forza ed il coraggio di affrontare la questione per addivenire ad una normativa chiara e vincolante per tutti (Stato, Regione, Provincia, Comuni, fanghisti), che non dia più luogo a dubbi interpretativiEsiste già in tal senso una proposta di disegno di legge (il 2323), depositata al Senato in data 7 aprile 2016 dal senatore Luis Alberto Orellana: "Delega al Governo per la modifica della normativa in materia di utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura". Purtroppo per noi pavesi la scadenza della passata legislatura ha fatto decadere il Ddl 2323 Orellana, mai arrivato alla discussione in aula.L'utilizzo dei fanghi in agricoltura non può più essere equiparato a uno smaltimento legalizzato per fare fronte alle emergenze, come è successo nel 2017/'18. Nel decreto Genova del 2018 l'art. 41 ha lo scopo non dichiarato di consentire (nonostante il contrasto normativo) l'utilizzo in agricoltura di fanghi di depurazione contaminati da sostanze "tipicamente industriali". È urgente procedere a una revisione della normativa, in considerazione anche del fatto che finalmente la legge costituzionale 11 febbraio 2022 n. 1 integra l'art. 9 della Costituzione: "La Repubblica tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali".Enrico BerneriConsigliere Comunale Monticelli Pavese