Rogo in azienda, a fuoco migliaia di litri di solventi grave 43enne di Marzano

Lorella Gualco / san giulianoUn'esplosione, le fiamme e una colonna di fumo nero visibile a una decina di chilometri. Il maxi incendio che si è sviluppato verso le 10 di ieri mattina alla Nitrolchimica, azienda che si occupa di recupero di solventi e smaltimento di rifiuti nella zona industriale di San Giuliano Milanese, ha proiettato l'ombra del disastro ambientale su una vasta zona del Sud Milano, ai confini con la provincia di Pavia. La massiccia e tempestiva mobilitazione dei vigili del fuoco, presenti con 20 squadre, ha permesso di contenere i danni e i timori iniziali sono stati ridimensionati, ma sono bruciati migliaia di litri di solventi e il bilancio è pesante anche per quanto riguarda i feriti.I fERITISei persone sono state trasportate in ospedale e il più grave è un 43enne di Marzano, Sergio De Donato, secondo le prime informazioni, dipendente con mansioni di operaio. È ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione del San Gerardo di Monza, dove è stato trasferito con l'elisoccorso. A quanto emerso, ha riportato ustioni di secondo e terzo grado al volto, al torace e agli arti. Insieme a lui sono rimasti feriti in modo meno grave o intossicati cinque dipendenti, ricoverati al San Gerardo o al San Paolo di Milano. Si tratta degli addetti che erano più vicini al macchinario, da cui, a quanto sembra, si sarebbero sviluppate le fiamme. Altri quindici colleghi presenti sul luogo di lavoro al momento dell'esplosione sono stati valutati sul posto dal personale del 118. La procura di Lodi ha aperto un'inchiesta per incendio colposo e lesioni plurime colpose in violazione di norme sulla sicurezza del lavoro.LA MOBILITAZIONEL'incendio ha concentrato a San Giuliano forze dell'ordine, Protezione civile, squadre di intervento, mezzi di soccorso da una vasta zona della Lombardia e gli organi di controllo ambientale. L'Arpa, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, ha attivato il gruppo specialistico contaminazione atmosferica, quello del rischio chimico e il servizio previsioni meteo. Il sindaco di San Giuliano Milanese, Marco Segala, ha subito invitato via Facebook i cittadini «a chiudere le finestre per evitare possibili esalazioni e a non avvicinarsi alla zona interessata». «Le autorità preposte e le forze dell'ordine sono già sul posto per coordinare le operazioni necessarie allo spegnimento e per la messa in sicurezza della zona», ha aggiunto il primo cittadino. Le forze dell'ordine hanno isolato la zona e anche le aziende non interessate dalle fiamme sono state sgomberate a scopo precauzionale.Nel pomeriggio sono arrivati i primi riscontri, sia pure parziali, sui controlli ambientali. Notizie in parte rassicuranti, ma che rimandavano ad ulteriori approfondimenti. «I tecnici - ha informato l'Arpa - stanno effettuando misurazioni dell'aria con strumentazione da campo senza rilevare al momento criticità significative sotto l'aspetto ambientale». Ma i vigili del fuoco non negavano che «la situazione è abbastanza complessa e articolata per la natura del materiale che sta bruciando, liquido solvente e in quantità elevate». Un lavoro incessante, quello dei pompieri, anche per evitare il rischio, molto temuto, di altre esplosioni. Poco dopo le 16.30 l'Arpa precisava che l'incendio era più contenuto e la colonna di fumo si era diradata e alzata in atmosfera diminuendo l'entità delle ricadute al suolo. Un campionatore ad alto volume è stato installato nella sede del Comune di San Giuliano.Il primo filtro sarà prelevato questa mattina e inviato al laboratorio per le analisi, il cui esito sarà disponibile in 72 ore. In serata, ha precisato ancora Arpa, il vento ruotava verso ovest nord-ovest e, in particolare dalle 20 circa in avanti, era previsto un rinforzo associato alla caduta di piogge e temporali sulla zona. Alle 17.30 il sindaco di San Giuliano affermava che «il peggio sembra essere passato: anche se i vigili del fuoco dovranno lavorare ancora per diverse ore. Fortunatamente non è stato necessario emettere ordinanze, perché i primi campionamenti dell'Arpa escludono conseguenze per la qualità dell'aria». --