Ansia per l'operaio ferito «Speriamo guarisca presto»

Lorella Gualco / Marzano Il grande incendio nello stabilimento del Sud Milano ha tenuto con il fiato sospeso molti Comuni della provincia di Pavia. E Marzano vive ore d'ansia per l'operaio 43enne rimasto gravemente ferito nel rogo della Nitrolchimica. Sergio De Donato, ricoverato all'ospedale San Gerardo di Monza con gravi ustioni, abita da qualche anno alla frazione Castel Lambro. I vicini lo descrivono come discreto e garbato, coinvolto dall'impegno lavorativo che lo tiene per quasi tutto il giorno lontano dal paese.La sindaca Erminia Patrizia Garzetti e il vicesindaco Angelo Bargigia stanno seguendo da vicino la vicenda che ha colpito un concittadino. «A nome di tutta la comunità - afferma Bargigia - esprimiamo la nostra vicinanza e ci auguriamo che possa ristabilirsi al più presto». La preoccupazione per quanto stava succedendo a San Giuliano ha accomunato tutte le località pavesi a ridosso della provincia di Milano.Esclusi provvedimentiMa i sindaci non hanno dovuto prendere alcun provvedimento. La distanza di una quindicina di chilometri dal sito e il fatto che il vento spirasse da sud portando la nube verso l'area metropolitana e non verso il Pavese, hanno rassicurato sulla situazione.«Non abbiamo ricevuto alcuna allerta - ha detto Luigi Servida, sindaco di Landriano - per cui non è stato il caso di emettere provvedimenti per non creare inutili allarmismi. Anche alcuni sindaci più vicini al sito interessato dall'incendio, come ad esempio il primo cittadino di Carpiano che ho personalmente contattato, non hanno ricevuto indicazione alcuna dalle autorità competenti in merito all'adozione di misure cautelative. È stata attivata l'Unità di crisi alla Prefettura di Milano, per cui restiamo in attesa di eventuali disposizioni, ma non credo ce ne sarà bisogno». Da Landriano, la località pavese più vicina, la colonna di fumo non era visibile mentre qualcosa si poteva scorgere dalla frazione di Pairana. «Peraltro- aggiunge Servida- l'aria sta portando il fumo in direzione nord, verso Milano, invece di scendere verso il Pavese. Comunque, dovessimo avere comunicazioni in proposito, è chiaro che agiremo». Versione dei fatti confermata anche, nel primo pomeriggio di ieri, dal sindaco di Torrevecchia Pia (località peraltro più distante rispetto a Landriano), Gerardo Manfredi: «Non ci sono arrivate segnalazioni, però restiamo in attesa di capire se ci siano indicazioni tali da costringerci a prendere provvedimenti. Alcuni cittadini mi hanno confermato che il fumo si sta dirigendo verso il Milanese, per cui, anche per evitare inutili allarmismi, per noi nulla cambia».IL COMUNICATO di LandrianoNel tardo pomeriggio una nota pubblicata sul sito del Comune di Landriano escludeva ufficialmente una situazione di allarme: «Dalle prime fasi dell'evento il sindaco, coadiuvato dall'assessore alla sicurezza, ha seguito lo sviluppo degli eventi tenendosi in stretto contatto con le autorità competenti e i sindaci dei Comuni limitrofi; la situazione è stata monitorata mantenendoci pronti a un eventuale allarme che potesse coinvolgere anche il nostro territorio. Nessuna prescrizione è stata emanata per il nostro Comune dall'Unità di crisi attivata della prefettura di Milano». (ha collaborato Gianluca Stroppa) --