Amianto e fusti nei "boschi" dell'ex Vinal Il Comune ordina la rimozione immediata

Fabrizio Guerrini / S.GiulettaIl caso dei "boschi chimici" dell'ex Vinal (anche se non si tratta di boschi) , con la recente scoperta di accumuli di rifiuti sospetti e di grandi quantità di lastre d'amianto deteriorate, spinge il Comune di Santa Giuletta a un nuovo passo per la tutela della salute pubblica. Ieri mattina è stato , infatti, inviata allo studio dell'avvocato Tommaso Bartiromo di Nocera Inferiore (curatore fallimentare dell'ex Vinal) la comunicazione dell'avvio del procedimento per la rimozione e smaltimento di «lastre in cemento amianto e rifiuti di vario genere». Il geometra Andrea Mussi, responsabile del settore territorio scrive del ritrovamento nell'area dei bacini di decantazione dell'ex Vinal in strada San Re di «lastre d'amianto, diversi fusti in plastica blu, molteplici sacchi contenenti terriccio vegetale e altro materiale di risulta che sono stati abbandonati recentemente». Il Comune si prepara, così, se non ci saranno segnali da Nocera, ad emettere, entro il prossimo 6 ottobre, un'ordinanza: a quel punto o la "proprietà" (ovvero il curatore fallimentare) provvederà con una scadenza a breve termine o la farà il Comune addebitando le spese ai responsabili dell'area con tutte le ripercussioni giudiziarie del caso.Il curatore fallimentare, ricevuta la comunicazione, ha riferito a sua volta di aver informato il Giudice delegato che segue la pratica fallimento. Va , infatti, anche ricordato come lo stabilimento ex Vinal e l'area delle cave sia sottoposta a sequestro giudiziario proprio per il fallimento della società proprietaria con sede a Nocera Inferiore. Già nel 2020 il Comune di Santa Giuletta aveva emesso un provvedimento per i rifiuti abbandonati. La questione resta ancora aperta. Il consigliere regionale Simone Verni sta seguendo la vicenda da tempo: «Si era anche ottenuto, grazie a una mia mozione, che la Regione stanziasse un milione di euro per la bonifica. Progetto bocciato dal fatto che l'area non è pubblica. Si deve approfondire di nuovo la questione: se il Comune è costretto a provvedere, deve avere le risorse adeguate.Misteri nel verdeDieci ettari: è l'estensione delle ex cave dove venivano scaricati gli scarichi dell'ex Vinal di acqua mista a acido tartarico. Nelle cave i liquami industriali venivano mischiati alla calce per solidificarli in gesso. Quel gesso che si scorge affiorare dal terreno sotto la fitta vegetazione che mimetizza la reale natura di questi luoghi. Nessuna recinzione: l'area degradata è diventata ormai un luogo dove di notte si muovono furgoni ce scaricano ciò che non si potrebbe scaricare. Ed è qui, nel terreno che costeggia la strada interpoderale, tra i boschi chimi ci e il depuratore dismesso della fabbrica che sono spuntate e lastre d'amianto. Tolte da qualche copertura e gettate qui, in questa "terra di nessuno" dove si racconta anche, in un recente passato, di giri legati allo spaccio di droga con piantagioni fuorilegge. --