Quel "Va da via..." con mille sfumature nel nuovo libro di Paolo Zanocco

il personaggioPaolo Zanocco ha dato alle stampe un nuovo libro, ma sarebbe più corretto dire che i libri sono due in uno. Lo s'intuisce subito dalla copertina con i due titoli: "Va da vialcü" e "I detti del Ticino-Espressioni e motti dialettali delle terre baciate dal Fiume azzurro". Zanocco, "al dutùr" per i pavesi, ne parlerà domani, alle 21, nel cortile del Broletto con la giornalista della Provincia pavese Anna Ghezzi e con il dialettologo Andrea Borghi. «Il titolo non è stato deciso a priori - anticipa l'autore, che domani proporrà anche alcune sue canzoni - si è delineato mentre il progetto prendeva corpo: quando ne parlavo con i miei amici, vedevo i loro sorrisi immediati. Così mi sono persuaso che questo titolo fosse proprio quello giusto, malgrado la parolaccia tutta pavese che non necessita di traduzione».Parolaccia sdoganata da Enzo Iacchetti, comico di Luino, alto lago Maggiore. «Potrebbe andarti bene - riferisce Zanocco - se io presentassi il "va da vialcü"? È uno dei modi di dire più classici di queste zone! Attenzione, però: non il "va da vialcü" semplice. Quello preceduto da un "ma". E lì per lì tiriamo subito fuori una serie di sfumature e di variabili di questo motto, che vuole andare oltre il politicamente corretto di questi anni per tornare alla schiettezza linguistica più autentica». Nel libro Zanocco ricorda anche un aneddoto di tanti anni fa: «Nei primi anni '60, a Laigueglia, io e mio papà assistiamo a un tamponamento lungo la passeggiata a mare. A seguire, l'urlo fortissimo "Va da vialcü"! La targa dell'automobile aveva una sigla molto familiare: Pv». Fra gli intervistati di questo primo capitolo ci sono il ristoratore Fabio Carini ("Va da vialcü... e s-ciau!"), l'editore Roberto Ballabene ("Va da vialcü cun vèrt l'umbrèla"), il cuoco di Costa de' Nobili Fabrizio Ferrari ("Va' a dà via l'òrgan!"), Tosco Fontana ("Va' a dà via i ciapp!"), Gabriele Perinati, "uomo di mondo" ("Va' a dà via al sèt bèl"!), l'infermiera professionale Anna Negri ("Va' a dà via al gnàu!) e, ciliegina sulla torta, Ruggero Ravizza, definito "imprenditore interista" (Chi l'e' tüt un "va da vialcü e amami"). Poi arriva il capitolo dedicato al "Tisìn". «Tempo fa - spiega Zanocco - il mio ex paziente Patrizio Ventura, fiumarolo pavese doc, conoscendo le mie simpatie per il dialetto mi raccontò di un episodio capitatogli durante un'uscita in barca sul lago Maggiore. Mentre si trovava su un battello con alcuni pescatori del luogo, aveva avuto l'impressione di essere in mezzo a "gént c'la parlava tan mé nüm" (gente che parlava come noi). Ribadì come da quelle persone avesse ascoltato parole, frasi, motti e soprattutto inflessioni che gli richiamavano in modo preciso il dialetto pavese». Così "al dutùr" parte per il Canton Ticino, versante italiano e svizzero, per arricchire i modi di dire pavesi già noti: "Va' a sbàtat in Canal!", nome tutto pavese per Ticino (Fabrizio Lana, presidente del circolo culturale "La barcéla") e "Déh, li lü l è gnüd giù cun la piena?" (Vittorio Scrocchi, allenatore di canottaggio). Infine, il cantante-pescatore Drupi: "Li lü l'è pròpi un bucalón!", cioè un credulone. --Umberto De Agostino