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BELGIOIOSOProduzione in calo, rete irrigua da rivedere in vista della prossima stagione agraria, importazioni di riso asiatico in prevedibile aumento. Le prospettive della stagione risicola in Lomellina e nel Pavese, colpiti da un periodo siccitoso senza precedenti, non sono rosee. Nelle prime aree risicole d'Europa, grazie a una media annua di 77mila ettari, le mietitrebbie sono già entrate in azione con un anticipo di una quindicina di giorni rispetto al solito per tentare di salvare il salvabile. «È ancora presto per stimare dati precisi, ma è innegabile che un calo ci sarà - commenta Paolo Carrà, presidente dell'Ente nazionale risi - In particolare, abbiamo verificato che ai confini tra il Novarese e la Lomellina i danni per le risaie sono sotto gli occhi di tutti, pur con una situazione a macchia di leopardo: passando da terreni drenanti a impermeabili, la situazione può cambiare notevolmente. E ora attendiamo le prime cifre della trebbiatura per capire come andranno le importazioni dal Sudest asiatico». Il problema è sollevato anche da Mario Francese, presidente dell'Associazione industrie risiere italiane (Airi) e amministratore delegato di Euricom di Valle Lomellina. «Se i danni della siccità saranno tali da pregiudicare la produzione delle varietà tradizionali, come Arborio e Carnaroli, il primato italiano rischia di essere messo in discussione», si legge nella nota inviata ai presidenti delle Regioni Lombardia, Attilio Fontana, e Piemonte, Alberto Cirio. Il periodo anomalo per il taglio del riso presenta non pochi rischi, come spiega Flavio Barozzi, agronomo di Confienza e presidente della Società agraria di Lombardia.Troppo presto«La scelta del giusto momento del taglio - dice - ha notevole importanza ai fini della qualità del granello di riso bianco: le difficoltà sono legate al fatto che la velocità e l'uniformità di maturazione variano secondo numerose componenti a partire dalle varietà, ognuna delle quali ha un'ottimale umidità di raccolta. Durante il processo di maturazione, l'amido, accumulato nelle due ultime foglie, trasloca nelle cariossidi, i chicchi: il progressivo accumulo termina con la completa formazione del granello. La lunghezza massima della cariosside viene raggiunta 25-30 giorni dopo la fioritura, da settembre a ottobre. La larghezza e lo spessore, invece, hanno un rapido incremento circa 30 giorni dopo la fecondazione». A questo scenario si affianca lo spettro dell'aumento delle importazioni. L'India potrebbe esportare in Europa 75mila tonnellate di riso semigreggio lungo A, cioè riso da risotto di cui il triangolo risicolo italiano Pavia-Vercelli-Novara è il principale produttore. La richiesta era stata avanzata dieci anni fa, ma ora sarà riproposta con la ripresa dei negoziati tra l'Unione europea e l'India, maggior esportatore mondiale . L'Ente nazionale risi, già sul piede di guerra, ha sensibilizzato sia il ministero degli Esteri sia quello delle Politiche agricole in una fase disastrosa per la risicoltura italiana, guidata dalla Lomellina e dal Pavese, e stroncata dalla grave siccità di questi mesi. «La Commissione europea - conclude Carrà, presidente dell'Ente nazionale risi - non dovrebbe solo limitarsi a dichiarare che il riso è un prodotto sensibile, quindi, meritevole di maggiori tutele. Le maggiori richieste dell'India devono essere rigettate non solo perché le importazioni di riso semigreggio godono già dell'esenzione del dazio per otto varietà di riso Basmati, ma anche perché nel 2021 l'India è con il Pakistan, il Paese con il maggior numero di notifiche da parte del sistema di allerta comunitario per agrofarmaci non consentiti nell'Unione europea». --Umberto De Agostino