Quando la violenza dell'acqua fece crollare persino il ponte Rosso

VogheraÈ da oltre sessant'anni, forse di più, che le esondazioni dello Staffora provano danni e paura. Scrivono i tecnici nella loro relazione che allo stato attuale, il torrente, nel tratto preso in esame, «è soggetto a fenomeni di straripamento e conseguente inondazione della campagna circostante a causa di un brusco restringimento dell'alveo (25-30 m, a monte di Voghera la larghezza è dell'ordine di 80-100 m) adducibile ad interventi antropici. Tra gli eventi di piena più «importanti» si citano quello del 1971, a cui corrispose il crollo del Ponte Rosso di Voghera, o quello del 1976, che inondò San Gaudenzio, o, più recente, quello del novembre 2014, che causò il collasso di una pila del ponte di Salice a Rivanazzano e fenomeni significativi di erosione spondale a Bagnaria, Voghera e sotto il ponte dell'A21». Senza dimenticare, uscendo dalla città, l'esondazione dello Staffora che fece crollare una parte della massicciata del trenino a Cecima nel 1956 A Voghera una delle zone più colpite è ovviamente Oriolo. Non è un caso che lo scorso anno proprio l'Aipo aveva svolto lavori di pulizia e messa in sicurezza dell'alveo del torrente. Durante quella operazione, durata oltre tre settimane, i tecnici di Aipo avevano recuperato un centinaio di piante crollate in alveo, alcuni rifiuti tra cui un cassone piccolo. Nelle prossime settimane Regione e Aipo potrebbe svolgere un altro intervento. --F. Ma.