Alluvione del 2020 la burocrazia ostacola il rimborso dei danni

LANGOSCO Ieri il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stanziamento di 20,3 milioni di euro per i rimborsi da destinare ai privati e alle imprese colpite dal forte maltempo verificatosi dal 2 al 5 ottobre 2020 nelle province di Pavia, Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio e Varese. A Langosco, però, le procedure burocratiche per ottenere i primi ristori dalla Regione Lombardia stanno mettendo a dura prova la pazienza della sindaca Margherita Tonetti e delle 71 famiglie le cui abitazioni furono sommerse dalla piena del Roggione di Sartirana. I danni furono quantificati in 1,3 milioni di euro. «Entro il 29 settembre - riassume la sindaco di Langosco, paese di 360 abitanti - dovremo spedire alla Regione la documentazione relativa agli acquisti effettuati entro il 9 novembre 2021 dalle famiglie danneggiate: è la terza volta che Milano ci richiede questi documenti, principalmente fatture e scontrini parlanti. Non credevo che la burocrazia potesse arrivare a tanto». Questo lavoro dovrebbe portare ai primi rimborsi, pari a 5mila euro per i privati e a 20mila euro per le aziende. «Alcuni langoschesi - prosegue Margherita Tonetti - non sapevano come comportarsi al momento dell'acquisto dei nuovi elettrodomestici o dei mobili e così hanno accettato uno scontrino semplice, che la Regione ha però contestato perché richiede quello parlante, cioè con il codice fiscale dell'acquirente. E quindi c'è un surplus di lavoro da parte nostra. Senza contare che, a pochi chilometri al di là del Sesia, i Comuni vercellesi danneggiati due anni fa stanno già ricevendo le prime liquidazioni. A noi, di contro, Milano ha già anticipato che ci sarà una quarta raccolta di documentazione relativa agli acquisti nell'anno in corso». La fotografia dei gravi danneggiamenti subiti dalle famiglie langoschesi era rappresentata dalle decine di mobili e di elettrodomestici ammassati per molte settimane nel piazzale sul retro del cimitero. Il piccolo paese era stato invaso delle acque del Roggione di Sartirana, un grande corso d'acqua artificiale che corre nella parte nordovest del paese: la piena aveva trasformato la centrale via Mazzini e le vie laterali in altrettanti torrenti. --Umberto De Agostino