Asilo nido, il Comune chiede l'adesione delle famiglie

ZECCONEUn servizio di asilo nido a Zeccone? Difficile, alla luce anche degli esperimenti negativi del recente passato, ma forse non impossibile. Alcuni genitori hanno inviare una richiesta al Comune al fine di attivare, se non proprio una struttura in loco, almeno una convenzione con chi il nido ce l'ha. Ora l'amministrazione retta da Mariateresa Palestra apre alle famiglie. «Date le richieste informali che sono pervenute- comunicano dal municipio di via Montegrappa- per l'avvio di un servizio di asilo nido, l'amministrazione intende valutare l'interesse dei genitori con bambini di età compresa fra 6 mesi e 3 anni». Le famiglie interessate dovranno ora compilare un modulo e restituirlo agli uffici comunali entro il 10 settembre. Lecito dunque sperare in una prossima fumata bianca? «Come famiglie - affermano i promotori della petizione - dobbiamo sapere se il proposito è quello di riaprire una struttura che sia ad esclusiva gestione comunale, con fasce di reddito stabilite ricorrendo all'Isee e perciò calmierate per le famiglie. Se invece, come ci era stato accennato, si vuole riaprire la struttura oggi chiusa appoggiandosi ad una cooperativa esterna, andando incontro a una gestione privata che non porterebbe al contenimento delle rette, il problema resterebbe». Se il ripristino dello spazio, rimesso in sesto, sembra poter essere il minore dei problemi, è la gestione il vero nodo. «Se l'importo della retta - aggiungono le famiglie- è uguale o quasi a quella applicata in un nido comunale, a questo punto gli utenti non sarebbero invogliate a lasciare i loro bambini a Zeccone in una struttura a conduzione privata, perché magari ci sono altri nidi privati anche vicino al posto di lavoro, che magari possono costare di meno. Chiediamo quindi che si lavori per una gestione che sia comunale in modo che le rette si calcolino in base all'Isee. Il resto è solo uno specchietto per le allodole. Ringraziamo il Comune che si è dato da fare dopo la nostra iniziativa, ma ci devono essere le agevolazioni altrimenti non ha senso. Il Comune si prenda la responsabilità di riaprire la struttura ed agevolare le famiglie». --Gianluca Stroppa