La natura nei quadri del Novecento italiano

FORTUNAGOLa natura musa ispiratrice dei pittori del Novecento italiano, da Ardengo Soffici al vogherese Mauro Bellucci, passando per artisti del calibro di Raffaele de Grada e Giorgio de Chirico, solo per citarne alcuni. Cinquanta dipinti, uno per autore, esposti fino all'11 settembre all'auditorium di Fortunago (orari di apertura al pubblico: venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 19).E' la proposta dell'associazione "Fortunagoinarte", che con «La natura dipinta. Paesaggio, realtà e memoria», a cura di Luigi Cavallo (con la collaborazione di Pino Jelo e Oretta Nicolini) presenta una carrellata di opere firmate da pittori nati tra la fine dell'Ottocento e la fine dello scorso secolo, in un panorama composito, comprendente pittori che hanno guardato alla natura con attenzione al dettaglio paesistico, altri con sguardi incantato, e chi ha colto nel contesto urbano il dramma della solitudine. Una rassegna suddivisa in 4 capitoli, con riferimento puramente anagrafico. Si comincia dunque con «Un'idea di '900» per chi è nato fino al 1905, maestri come Carrà, de Pisis, Sironi che hanno segnato la storia di quel periodo con linguaggi diversi ma con una comune linea di ricerca figurativa, intendendo la realtà come riferimento essenziale. Poi, nella «Seconda generazione» (nati dal 1906 al 1913: Cantatore, Palazzi, Oriani etc) la realtà viene intaccata da altre opzioni sperimentali, il rapporto con la visione naturale tende a corrompersi e a farsi più problematico. Con «Informale e astratto, reale e surreale» (1914-1930: Nigro, Guarino, Peverelli, Nuti, Leddi) si abbattono gli steccati e le interpretazioni visionarie scorrono fino ai percorsi più ardui. Infine, con «Gli anni dell'opera aperta» (dal 1931 in avanti: Dragoni, Nastasio, Pignatelli) gli argini estetici sono soppiantati dalla più feconda e vivace libertà. -- R.lo.