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Legge 194I dati sull'abortomeno conosciutiChiara Ferragni, riprendendo un articolo del quotidiano inglese The Guardian sostiene che nelle regioni governate dalla destra è quasi impossibile abortire (citata ad esempio la regione Marche). Alla nota influencer si associano vari esponenti del Pd e di Verdi -Sinistra.Ma al di là della "simpatia" alla legge 194/78 che permette l'interruzione di gravidanza, è proprio vero che ad esempio nelle Marche è difficile abortire? I dati del Ministero della salute sull'attuazione della suddetta legge dicono che su 9.326 nati vivi risultano 1.351 interruzioni di gravidanza (uno ogni 7 venuti al mondo) e che la media degli aborti è di 3,7 al giorno e che il tasso di abortività (Ivg per mille donne in età fertile) è di 4, 5 (media nazionale è di 5,4). Tra i ginecologi marchigiani l'obiezione di coscienza è del 70% (media Italia: 64,6) con un carico di lavoro per i medici non obiettori di 0.8 aborti alla settimana.Caso mai quella che resta inapplicata è la parte della legge 194 tesa a prevenire in tutti i modi, tramite i consultori, che la donna scelga per la morte e non per la vita.Non vengono eliminati gli ostacoli che impediscono a una donna di portare avanti una gravidanza difficile, come prescrive chiaramente la legge. Molte donne , specialmente immigrate, non conoscono la possibilità del parto in anonimato. Tante sono lasciate sole e senza sostegni economici e morali.Quello che tutti dobbiamo auspicare è che il nuovo governo operi seriamente affinchè ogni donna venga aiutata e che cresca il tasso di natalità che in Italia è tra i più basso tra i paesi europei. Abbiamo bisogno di politiche per la vita. Non esiste un solo caso di donna che, purtroppo, non abbia potuto sopprimere il figlio che portava in grembo e sia stata "costretta a partorire". Migliaia sono invece le donne che si sentono costrette ad abortire per mancanza di sostegni materiali e morali, mentre vorrebbero portare avanti la gravidanza e dare alla luce la vita che custodiscono. Un problema che la multimilionaria Ferragni evidentemente non prende minimamente in considerazione, mentre si tratta dell'unica vera discriminazione in corso in Italia.Sandro AssanelliPaviaLa guerra russa Un tribunaleassurdoSono rimasto basito apprendo dalla decisione del regime di Mosca di processare i superstiti del battaglione Azov, stile Norimberga. Battaglione che ha combattuto per la libertà del suo Paese, l'Ucraina, dall'invasione russa.Il mondo intero sta assistendo da sei mesi al massacro che il regime russo sistematicamente sta perpetrando in territorio ucraino, massacro partorito da una ideologia barbara fanatica , che caratterizza Putin e affini.Semmai in questo contesto è proprio il regime di Putin che mi auguro venga condotto in futuro davanti a un tribunale.Marco PassaroLardiragoDialettoPolli e uovadi strada PaiolaTánti àn fà in via strà Paiöla gl' era un pulè. L' era al papà dla mè amìsa d' infánsia Annamaria,/ Gh' era dumà c' la cà li in més a campagn, fòs e cürv asfaltà malandà./Rivavat dal Valon, nüm fiulèt in möla cun in sacòcia al biglietin dla spesa, as vediva in luntanánsa una tira ad capanón, dentár galin e pulastár par ogni ucasión./ Dadré la cà un negòsi, al siùr Libero e la sò dòna vendiván ov frèsch, pulastár sán./Al dòmmesdì nüm andavàm a dà una mán, catà sü i ov in dì pulè./Pö gh era un machinari da pesaj, a secónd dla grandèsa as metiván in dì cuntenidur, as divertivám un mónd. /La mè amìsa par merenda l as preparava j michèt cun la nutèlla./Che bèj mument, i mè ricòrd jèn sempár frèsch. /Katia Magrotti