«Aiutatemi, mio marito mi picchia» Disabile denuncia e poi torna da lui

il casoMaria Fiore / paviaQuando gli operatori dell'ambulanza sono arrivati nel luogo indicato, l'edificio dismesso di Cascina Vela, alla Scagliona, hanno trovato una donna disabile spaventata, seduta su una sedia a rotelle tra bottiglie di birra e topi. Una condizione di degrado che potrebbe nascondere una storia di violenza. La donna, una 39enne originaria della Romania che vive da tempo a Pavia, per strada o in strutture fatiscenti, ha raccontato di essere stata picchiata dal marito. Sulla vicenda ora sono in corso gli accertamenti delle forze dell'ordine e dei Servizi sociali del Comune di Pavia. Dopo la segnalazione (testimoni hanno chiamato il 112 denunciando la situazione) la donna è stata portata al pronto soccorso del San Matteo, dove è rimasta due giorni, poi si è allontanata di sua volontà. Da quanto risulta sarebbe tornata dal marito, tra le rovine della cascina, un rudere nascosto in mezzo alla vegetazione, a due passi dal Bivio Vela. Dalla strada provinciale si vede solo la punta dei pilastri di mattoni rossi, che stanno cadendo a pezzi. Negli anni l'edificio è stato più volte occupato da disperati e senzatetto, proprio per la sua posizione defilata rispetto alla città. L'ultimo blitz risale a più di dieci anni fa, quando tra le rovine furono trovate venti giovani donne vittime del racket della prostituzione.Il rudere e l'area attorno sono di proprietà di una azienda di Cura Carpignano, che negli anni ha cercato di mettere in sicurezza l'edificio chiudendo gli accessi. La cascina vive un paradosso: non si può abbattere, come richiederebbe la situazione (chi la occupa in maniera abusiva è in pericolo per possibili crolli) perché è vincolata dalla Soprintendenza ai beni architettonici, ma anche un progetto di recupero appare complicato, nonostante l'autorizzazione paesaggistica rilasciata dal parco del Ticino nel 2013. In questo edificio, secondo quanto emerso finora, la donna avrebbe trovato rifugio insieme al marito e a un parente, ormai da diversi mesi. Non si esclude, tuttavia, anche la presenza di altre persone, che sfuggono ai controlli proprio per la posizione nascosta della struttura. Il nucleo familiare "noto", composto da tre persone, vive chiedendo l'elemosina per le strade di Pavia, tra piazza della Minerva e viale Matteotti.A far emergere la situazione di degrado sono state alcune persone che, venute a conoscenza della possibilità che tra i muri fatiscenti della cascina si consumassero violenze, hanno inoltrato una segnalazione al 112. Le forze dell'ordine si sono attivate richiedendo l'intervento di un'ambulanza del 118, che ha soccorso la donna, subito apparsa bisognosa di assistenza. La 39enne è infatti invalida e ha diversi problemi di salute, che richiederebbero cure in strutture adeguate. Per questo gli operatori sanitari l'hanno accompagnata al pronto soccorso del San Matteo, ma dopo due giorni si è allontanata. E ora forze dell'ordine e Servizi sociali dovranno tentare di trovare una soluzione. --