«È in cella da tre mesi, scarcerate l'85enne che ha ucciso Thomas»

Sandro Barberis / Gambolò«A inizio settimana chiederò la scarcerazione di Giovanni Vezzoli e anche il dissequestro della sua abitazione. Sono passati quasi tre mesi da quanto accaduto: gli accertamenti dovrebbero essere conclusi». A dirlo è l'avvocato Agnese Grippo, che difende Giovanni Vezzoli, il pensionato 85enne di Gambolò accusato di aver ucciso il 5 giugno scorso con una fucilata Thomas Mastrandrea, 42enne di Nicorvo e figlio della donna che lavorava in nero come badante nella casa di Vezzoli a Gambolò. Vezzoli, commerciante di piante in pensione, è in carcere dal giorno stesso dell'omicidio, avvenuto nel pomeriggio di domenica 5 giugno. La casa del pensionato è ancora sotto sequestro e non è stato identificato un altro luogo dove, eventualmente, mandare Vezzoli agli arresti domiciliari. In queste condizioni, per il pensionato non restava che il carcere.A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Diletta Balduzzi, mentre il gip Pasquale Villani aveva confermato l'arresto in carcere. A luglio la procura ha chiesto nuove consulenze balistiche anche ai carabinieri del Ris di Parma, specializzati in indagini scientifiche. «Non abbiamo ancora avuto gli esiti delle perizie, siamo in attesa: però rinnoveremo la richiesta di scarcerazione di Vezzoli», aggiunge l'avvocato Grippo. Il delittoSecondo le ricostruzioni, l'omicidio era avvenuto intorno alle 13,30 di domenica 5 giugno nella cascina di Vezzoli, in via Cascina Nuova Litta, alla periferia di Gambolò, dove l'uomo vive con una figlia disabile. La vittima Thomas Mastrandrea, secondo la ricostruzione degli inquirenti, è entrata in casa del pensionato verso le 13.30: nella casa c'erano anche sua madre Gabriella Casnici e la figlia disabile di Vezzoli . Mastrandrea, secondo la procura, voleva affrontare Vezzoli. Una contesa soprattutto per questioni economiche relative al compenso della madre, che era di 200 euro in nero a settimana. La situazione è degenerata quando il 42enne ha invitato sua madre a fare la valigia. Il pensionato, secondo il suo stesso racconto, lo ha atteso in soggiorno con il fucile sul tavolo, orientato verso il cortile. Quando Mastrandrea è uscito dalla cascina e si è diretto verso l'auto, il pensionato lo ha seguito. Gli avrebbe puntato il fucile contro e avrebbe detto «E adesso?». Poi lo sparo. Mastrandrea ha lasciato oltre alla madre anche la moglie Giusy Bosco, con cui era sposato da pochi mesi. E anche due figli avuti da una precedente relazioni. I parenti di Mastrandrea sono seguiti dallo Studio3A-Valore e della penalista Laura Bastia di Milano. --