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il raccontoFabrizio Merli / RIVANAZZANODicono che la fede sposti le montagne. E al parco Brugnatelli, tra chi frigge le patatine e chi accorda il basso per suonare il liscio, di fede se ne respira. Non a caso, Matteo Salvini ha scelto uno slogan che non lascia alternative: «Credo». Fede, alla festa provinciale della Lega di Rivanazzano Terme, significa fiducia nel fatto che il movimento, sul territorio, non verrà sorpassato dall'alleato Fratelli d'Italia. Un compagno di viaggio, magari di quelli che non hai scelto ma ti sono capitati, verso la data fatidica del 25 settembre. l'organizzazioneSotto gli occhi dei vertici del movimento e dei candidati alle politiche, il sottosegretario Gian Marco Centinaio e la deputata Elena Lucchini, si muove l'organizzazione perfetta di stampo leghista. Volontari, per lo più giovani, che indossano una maglietta blu con la data "25 settembre" sulle spalle. Un appuntamento importante soprattutto per chi ha più anni di militanza sulle spalle. Come Brunetto Degliantoni che commenta: «Fratelli d'Italia? Sul territorio non li ho seguiti. Certo che la ragazza (Giorgia Meloni - ndr) ha gli attributi, l'unico inconveniente è che è di Roma. Comunque l'importante è andare a votare, perché ho paura che ci sarà tanta gente che non lo farà. Invece, io dico a tutti: andate a votare, fatelo per chi volete, ma andate a votare». Sugli alleati, gli "ufficiali" del movimento mormorano: «Una volta dovevamo fare un gazebo nel pavese con gente di destra. E i miei mi hanno detto: "noi, con quelli lì non ci stiamo». Rimane con il cuore legato a Pontida anche Pierangelo Canevari, che dice: «Non escludo che FdI possa fare un buon risultato, ma noi siamo fedeli alla Lega».la pensione a un'età ragionevoleCanevari, però, più che alla fiamma, pensa all'Inps: «Noi siamo un partito, anzi, un movimento e siamo qui, sul territorio. La gente ha capito. Noi proponiamo sempre i soliti programmi: abbiamo firmato contro la legge Fornero, abbiamo fatto votare per l'autonomia. Vogliamo portare casa questi risultati, io mi batto per quota 41 perché oltre un certo limite, la gente in catena di montaggio non ce la fa più a lavorare».A sentire i militanti più saggi, che rammentano il Fontanile di Redavalle e Franco Castellazzi, gli alleati non sono il massimo. «C'è gente che andava a spaccare le lapidi dei partigiani», rammenta uno. Per i più giovani è diverso. Chi punta sul pareggio è Marco Malinverni: «In provincia di Pavia la Lega dovrebbe avere un buon risultato, data la presenza di alcuni esponenti e i risultati che hanno portato a compimento, e quelli che raggiungeranno. Il voto di Fratelli d'Italia potrebbe equivalere a quello della Lega, magari giovandosi di alcuni leghisti insoddisfatti, ma credo che, al massimo, sarà un pareggio. Potremmo scontare qualche malcontento per essere stati al governo con Draghi, ma non si poteva fare altrimenti. Fratelli d'Italia, da noi, al momento non ha esponenti di spicco. Credo che prenderanno più voti al sud, magari dai 5 stelle delusi». Militante giovane e determinata è Anna Carossi: «Il centrodestra è dato per favorito, ma da anni abbiamo imparato a non fidarci più di tanto dei sondaggi. Noi cercheremo di fare il meglio possibile e il giorno dello spoglio delle schede vedremo i dati reali. Non penso che Fratelli d'Italia prenderà più voti di noi e, comunque, anche se siamo in coalizione, alcune differenze restano: noi siamo per l'autonomia e il federalismo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA