L'Oltrepo solidale salva la vendemmia di chi è stato travolto dal fango

CARLO E. GARIBOLDISono passati appena trenta giorni. È l'alba del 28 luglio quando Fabiano Giorgi si sveglia con il fango alla gola. La cantina di uno dei più noti e importanti produttori di vini dell'Oltrepo - Giorgi Wines, dal 1870 - è stata travolta da un'onda di fango che demolisce pareti, sposta un trattore a 250 metri di distanza, seppellisce auto e distrugge macchinari pronti all'imminente vendemmia.Un disastro. Le immagini apparse sulla Provincia pavese e diffuse sui social fanno il giro del web.E subito dopo accade quello che in pochi avrebbero previsto, l'avvio di una catena di solidarietà che ha consentito a Giorgi di salvare il prodotto, la vendemmia e, nel complesso, la produzione di quest'anno. Una produzione che - benché un po' scarsa - si presenta di grande qualità. Insomma, l'annata 2022, nonostante i problemi climatici, sarà davvero ottima.cantine e tecnologieTra chi ha messo a disposizione di Giorgi gli strumenti per vendemmiare e trasformare il pinot per le basi spumante c'è Ottavia Giorgi di Vistarino, titolare della storica azienda di Rocca de' Giorgi, che è al lavoro in un'antica struttura perfettamente recuperata nel 2017, una cantina con tecnologie modernissime, forse la punta di diamante, l'avanguardia nelle colline del Pavese.«Quando ho visto le immagini della cantina di Fabiano l'ho chiamato subito - spiega - ho messo a disposizione tutto quello che abbiamo in azienda per aiutarlo a salvare la produzione. Credo di non essere stata l'unica. E sono convinta di aver fatto il giusto, tra viticoltori bisogna aiutarsi».«In effetti ho ricevuto veramente tantissime telefonate - ribatte Fabiano Giorgi -. Mi hanno chiamato davvero in tanti offrendomi aiuti di vario tipo. Per ora noi stiamo lavorando nella cantina di Ottavia, a Rocca de' Giorgi e a Santa Maria della Versa, da Francesco Achilli e sua figlia Carlotta. Il 16 agosto, ossia meno di venti giorni dopo il disastro, portavamo già le prime cassette di uva».Il produttore spiega che in questa fase si sta appoggiando a queste due aziende. «Poi, quando vendemmieremo i rossi saremo in altre 5 o 6 cantine - sottolinea - può sembrare incredibile ma l'annata sarà portata a termine regolarmente. Certo, c'è qualche piccolo disagio per il nostro enologo e i nostri cantinieri, perché lavoriamo in casa d'altri. Ma il risultato finale è perfetto».danni da cambiamento climaticoGiorgi pensa al recupero della cantina: «Con mio padre stiamo facendo alcune valutazioni. I danni non sono ancora stati calcolati del tutto. So solo che la spesa per la pulizia dal fango è stata molto elevata. Non sappiamo neppure se potremo salvare i macchinari o dovremo eliminarli tutti - prosegue - quello che è certo è che un evento come quello accaduto, una montagna di fango che ha travolto tutto, era davvero inatteso. Spostare la cantina? Ci stiamo pensando».Giorgi racconta che anno dopo anno si assiste a fenomeni meteorologici sempre più estremi. «In campagna non possiamo continuare a lavorare come sempre. Abbiamo bisogno di indicazioni di esperti. Altrimenti siamo destinati a far fronte a problemi sempre più gravi».un'ottima annataLa consolazione dei produttori - a parte quelli le cui viti sono state colpite dalla grandine - è la qualità delle uve di quest'anno. «Noi stiamo raccogliendo un prodotto ottimo, ma è il frutto di tanto lavoro in vigna - riprende Ottavia Giorgi di Vistarino - ulteriormente aiutato dalla pioggia caduta dopo ferragosto. Davvero salvifica». --