Il dolore degli amici per il 55enne annegato «Un gran lavoratore»

CIGOGNOLACigognola, Montescano e Canneto Pavese. Sono state queste le tre tappe del tour che, ieri mattina, ha portato i tecnici della Protezione civile nazionale e della Regione, insieme al presidente della Provincia, Giovanni Palli, sui luoghi maggiormente colpiti dal maltempo di fine luglio. Un sopralluogo necessario per la fase istruttoria del riconoscimento dello stato di emergenza di interesse nazionale, richiesto da sindaci e Regione: in questo momento i tecnici, a fronte delle segnalazioni inviate dai Comuni, devono stilare una relazione definitiva da inoltrare poi ai ministeri competenti per il riconoscimento della calamità. A Cigognola, accompagnati dal vicesindaco Cristiano Maggi, la delegazione è stata prima in località San Giorgio, dove il fiume di acqua, fango e detriti ha ostruito una tubazione, facendo allagare alcune abitazioni della zona, poi alla vasca di Cigognola, laghetto artificiale per la pesca che si è riempito di fango e terra e che ora faticosamente ha ripreso l'attività, infine, nella frazione più colpita del territorio comunale, ovvero quella di Vicomune: qui i tecnici hanno potuto rendersi conto della devastazione che ha colpito il centro abitato, dove un'anziana signora ha anche rischiato di morire affogata se non fosse stata prontamente salvata da alcuni residenti. Il gruppo si è poi spostato a Montescano per incontrare la sindaca Enrica Brega, che li ha accompagnati nei cortili accanto alla piazza del municipio, invasi da un fiume di fango e acqua che ha anche sradicato un cancello, e in via Piane, recentemente aperta al traffico a senso alternato a causa di una struttura pericolante. Infine, con il vicesindaco di Canneto Pavese, Alberto Vercesi, i tecnici sono stati prima a vedere le vasche di laminazione in frazione Vigalone e poi a Beria, dove una montagna di terra e fango, rimossi dalle strade, e un cumulo di arredi ormai danneggiati hanno reso bene l'idea del disastro che si è abbattuto su queste zone un mese fa. Ammonta infatti a 14 milioni di euro la richiesta danni che Provincia e sindaci dell'Oltrepo orientale hanno inoltrato a Regione e governo per cercare di ottenere i risarcimenti per il maltempo di fine luglio. Di questi, 10 milioni di euro sono relativi a danni a privati (abitazioni, aziende, attività commerciali) e 4 milioni per la parte pubblica, in particolare per le strade. Sono 350 le segnalazioni arrivate alla Provincia e 12 i Comuni della zona che hanno effettuato la constatazione del danno. --O. M.