Senza Titolo

il casoSandro Barberis / castelnovetto«Salvini? Non l'ho sentito in questi giorni. Con il taglio dei parlamentari sapevo di rischiare di non essere candidato. Continuerò comunque a votare la Lega, sono militante dal 1997». A parlare è Marco Maggioni, 43 anni volto storico della Lega in Lomellina, dopo due mandati alla Camera non sarà più candidato: dei parlamentari pavesi uscenti è l'unico non rimesso in lista. Elena Lucchini e Gian Marco Centinaio della Lega sono candidati, così come Alessandro Cattaneo di Forza Italia e (seppur deluso per la posizione arretrata nel listino) anche Alan Ferrari del Pd. Cristian Romaniello, eletto nei 5 Stelle e poi passato a Europa Verde, ha invece detto di aver optato per un passo indietro. Dopo due mandati, tra il 2010 e il 2013 e dal 2018 a oggi, come deputato l 'esclusione di Maggioni è una scelta che ha lasciato l'amaro in bocca a molti amministratori comunali della Lomellina (non solo leghisti). Sindaci che hanno espresso il proprio disappunto. Di fatto il centro destra, che governa ovunque in Lomellina nei Comuni, non esprimerà nella coalizione di centro destra nessun candidato alle prossime politiche. Un profilo che avrebbe potuto ricoprire Maggioni, originario di Valle e residente a Castelnovetto.Onorevole Maggioni, si aspettava di non essere ricandidato?«Non sono sorpreso. Il taglio dei parlamentari, che personalmente ho sempre visto come un taglio della democrazia, insieme alle "quote rosa" lasciavano pochi spazi. I vertici della Lega hanno preso le loro decisioni».Ha sentito Salvini in questi giorni?«No, non l'ho sentito».Che ruolo avrà adesso nella Lega in Lomellina?«Dobbiamo aspettare l'esito del voto nazionale e capire chi sarà dove e con quale ruolo. Tra qualche mese si potrà avere un quadro più chiaro».La sconfitta delle comunali di Mortara, dove si era speso a favore del candidato battuto, può aver pesato nelle scelte di via Bellerio?«No, lo escludo. Un conto sono le vicende locali e amministrative, un altro sono le dinamiche nazionali. Prova di ciò è che ci sono colleghi che sono stati ricandidati pur avendo anch'essi appoggiato candidati comunali che hanno perso nelle rispettive città».Le tante esternazioni di vicinanza degli amministratori locali lomellini, non solo della Lega, scontenti del fatto che il centro destra locale non abbia candidati alle politiche: che effetto le hanno fatto?«Lusingato ma in fondo ho lavorato con loro aiutandoli a risolvere i problemi dei cittadini. Non conta se un sindaco è civico, di centrodestra o della Lega, se porta un problema reale dei suoi cittadini va aiutato e così ho fatto».Due mandati a Roma, che risultato porta maggiormente a cuore?«Ho contribuito a dare voce ad un territorio che era sconosciuto ai più. Oggi la Lomellina crede in se stessa e si sta facendo conoscere anche a livello turistico grazie all'impegno di tante persone. A livello nazionale lo stop a ddl Zan e liberalizzazione della cannabis».E il lavoro che aveva iniziato in Parlamento e le dispiace poter non finire?«Due questioni. Ho lavorato in politica estera stabilendo relazioni diplomatiche con decine di ambasciatori e parlamentari europei, ho imparato che oltre alla collocazione politica conta parecchio la credibilità personale che coltivi. E poi l'emergenza attuale della risicoltura».Terminare anzitempo l'esperienza del governo Draghi la considera una scelta giusta?«Cittadini e imprese sono molto preoccupati per l'economia. Avremo oneste famiglie che dovranno scegliere tra pagare il mutuo o le bollette quindi il M5S ha sbagliato a generare la crisi di governo in questa fase drammatica».Voterà ancora la Lega?«Lo chiede ad uno che è militante dal 1997. Un partito porta idee e proposte». --