Malva Bogliotti, melomane itinerante «Creiamo ricchezza con la cultura»

Pier angelo vincenzi«La sfida più grande? Riuscire a far passare l'idea che la cultura crea ricchezza, che arricchisce non solo spiritualmente ma anche materialmente. Mi riferisco a un modo di far cultura che riconosce e retribuisce il lavoro degli artisti». A parlare è Malva Bogliotti, progettatrice di eventi (come ama definirsi), cui si deve («Ma come tutto, è il frutto di un lavoro collettivo») anche OltrePop Festival, la manifestazione (di successo) che ha garantito serate di cultura itinerante per tutta l'estate in Oltrepo.Quando si è resa conto che organizzare eventi, rassegne, era nel suo Dna?«Beh - risponde la promotrice culturale pavese, a sua volta artista itinerante con Ape Teatro e Porter Teatro -, credo sia necessario fare un passo indietro, ricostruire brevemente la mia storia familiare. Io sono nata in Argentina, mio padre, che era un grandissimo amante della cultura italiana e dell'opera in particolare, decise di riportarci in Italia nel 1971: appena in tempo per risparmiarci gli anni terribili della dittatura militare. Ci salvò, salvò la sua famiglia scegliendo di tornare in Italia, lui che si sentiva argentino ma anche italiano, i suoi parenti erano infatti originari del Piemonte. In Argentina aveva studiato odontoiatria, arrivato in Italia dovette rimettersi a studiare perché il titolo che aveva qui non era riconosciuto, scelse Pavia per la sua famosa facoltà di medicina, dove prese un'altra laurea. Aveva una formazione scientifica, ma era anche e soprattutto un melomane scatenato, una passione che mi ha trasmesso. Mi sono diplomata in canto lirico e ho iniziato a lavorare nel mondo dello spettacolo. Poi un giorno, calcando un palcoscenico, ho trovato un chiodo: da lì è iniziato tutto». Ci spieghi meglio...«Ho raccolto il chiodo da terra e mi sono detta: se qualcuno lo calpesta, si fa male. Ecco, ci sono due categorie di impresari: c'è chi usa il talento degli artisti per favorire la propria carriera e chi mette la propria carriera al servizio degli artisti. Mi piace pensare di appartenere a questa seconda categoria: cerco di avere uno sguardo a 360 gradi su tutti i problemi che deve affrontare un attore o un musicista. Organizzando, dal 2008 al 2017, una rassegna di opera lirica al teatro Don Bosco a Pavia, attualmente chiuso, ho compreso quanto è importante creare un teatro di comunità, che è tale quando si riescono a fidelizzare i fruitori». OltrePop, giunto alla sua seconda edizione, si è confermato un successo...«Un successo anche grazie a sindaci come Fabio Franza di Bagnaria, Claudio Mangiarotti di Volpara e Maria Pia Bardoneschi di Castana, sindaci per i quali la cultura è un volano per la crescita del territorio. In questo festival gli artisti vengono retribuiti, le proposte sono di alta qualità, gli spettacoli richiamano gente che poi va a mangiare nei ristoranti, nelle pizzerie. Questo è l'indotto, questo è il circolo virtuoso che la cultura riesce a creare. Tutti devono fare la loro parte, solo così i risultati arrivano. Noi come organizzatori di OltrePop Festival abbiamo avuto la fortuna di avere degli interlocutori istituzionali preziosissimi: ma dovrebbe essere lo Stato a promuovere politiche culturali capaci di creare queste sinergie». --