Piani anti-barriere architettoniche fondi non utilizzati

il casoLuca Simeone / paviaLa Provincia restituirà alla Regione circa metà delle risorse destinate ai comuni sotto i 5mila abitanti per la predisposizione di piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Su una dotazione di 140mila euro (oltre a 15 mila come rimborso delle spese sostenute dalla Provincia) sono arrivate domande soltanto da 23 Comuni, per un totale di contributi erogati pari a 72.186 euro. Restano inutilizzate - e dunque da restituire - fondi per 67.814 euro. Gli incentivi regionali prendevano le mosse dalla scarsa diffusione dei Peba (i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche): da un'indagine dell'Anci Lombardia in collaborazione con la Regione era emerso che nel 2018 solo il 5,8 % dei Comuni lombardi ne era dotato e che nel 5% dei Comuni tale piano era in fase di predisposizione. Di qui le intese tra la Regione e le Province con l'obiettivo di migliorare la situazione: a Pavia erano stati assegnati appunto 140mila euro. La pubblicazione e la gestione dell'avviso della Regione per richiedere i contributi (pari al 50% della spesa sostenuta dal Comune per attività di redazione del Peba, fino al tetto massimo di 5.000 euro), era appunto affidato alla Provincia.La risposta dei Comuni però è stata debole: tra l'altro dei 23 che hanno chiesto (e ottenuto) il contributo, ben 18 lo hanno fatto successivamente alla scadenza inizialmente prevista per presentare la domanda, fissata al 21 maggio (l'avviso era stato pubblicato a febbraio) e poi prorogata di un mese . Nel dettaglio, le prime tre richieste sono arrivate da Linarolo, Casei Gerola e Bressana Bottarone. Successivamente si sono aggiunti: Villanterio, Gravellona Lomellina, Marcignago, Torre d'Isola, Vellezzo Bellini, Gropello Cairoli, Zeme, Borgo San Siro, Casanova Lonati, Robecco Pavese, Frascarolo, Portalbera, Travacò Siccomario, Sartirana Lomellina, Zerbo, Trivolzio, Inverno e Monteleone, Valle Lomellina, Monticelli Pavese, Trovo. Travacò, Bressana e Vellezzo hanno ottenuto i contributi più cospicui (5mila euro) avendo presentato i piani più corposi. Resta il fatto che tantissimi Comuni della provincia non hanno colto questa opportunità offerta dal bando regionale. --