S. Giuletta, una stazione tra sporcizia e vandalismi

SANTA GIULETTAScritte sui muri e nel sottopasso, vetri sfondati a sassate, cestini dei rifiuti non svuotati, un orologio a muro senza le lancette, sporcizia ovunque. Se non fosse per la voce di Trenitalia, che ricorda di indossare le mascherine Ffp2 per viaggiare, sembrerebbe che dalla stazione di Santa Giuletta non passino più treni. Invece ci sono ancora pendolari che la utilizzano per spostarsi lungo la linea Alessandria-Piacenza: «Ma al mattino presto c'è da aver paura a scendere nel sottopasso» afferma una residente che spesso prende il treno al suo paese per viaggiare.Le promesse non mantenuteSembra lontanissimo il gennaio 2018 quando Rfi, insieme al Comune, tagliò il nastro del nuovo sottopasso pedonale, realizzato per consentire ai pendolari di raggiungere più agevolmente il secondo binario, con un collegamento anche su via Melegazza, e si impegnò a realizzare altri interventi nella stazione, concessa in comodato d'uso all'amministrazione locale come avvenuto per altri edifici lungo la tratta. Ma di quelle nuove strutture oggi, dopo nemmeno quattro anni, rimane ben poco: il sottopasso per raggiungere il secondo binario è pieno di scritte, disegni, ma anche parolacce e frasi blasfeme, la sporcizia si è accumulata sui gradini e, in fondo alla rampa, sembra sia stata gettata della vernice rosa, ora completamente seccata, che ha imbrattato tutto il pavimento; passando all'esterno dal piazzale al primo binario, perché la sala d'attesa è chiusa a chiave, ci si imbatte in una porta a vetri completamente sfondata con dei pezzi di pietra, che sono ancora lì a terra poco distante. Un altro locale tecnico, accanto all'ingresso che collega il binario con la sala d'attesa, ha la porta sfondata e all'interno cumuli di sporcizia, così come i cestini della raccolta differenziata, che sono completamente stracolmi. Accanto all'ufficio del posto di movimento, chiuso dopo l'informatizzazione delle stazioni lungo la linea, c'è un altro edificio, dove all'interno ci sono una poltrona e una rete del letto, probabilmente utilizzate come bivacco.E fuori è quasi peggioNemmeno l'area esterna del piazzale è stata risparmiata dal degrado, visto che accanto ai cassonetti stradali vengono lasciati rifiuti di ogni tipo, in questi giorni un materasso. La stazione è stata presa probabilmente di mira da un gruppo di vandali che, sfruttando il fatto che la zona è isolata, noncuranti della telecamera che ha la vista su tutto il piazzale, l'hanno praticamente devastata soprattutto all'esterno: nemmeno le pareti della struttura principale si sono salvate da scritte e disegni. Sono solo due le zone che si sono salvate dall'assalto dei teppisti: all'interno, al piano terra si vede ancora la biglietteria ormai chiusa, una cassetta della posta e alcune persiane smontate, mentre il primo piano ospita la sede del gruppo Alpini di Strada Romera, che riunisce le penne nere di Santa Giuletta, Redavalle, Torricella e Corvino San Quirico; alpini che hanno voluto posizionare fuori dalla stazione l'asta per l'alzabandiera e una lapide che ricorda i loro compagni «andati avanti». All'esterno, invece, resiste, ora l'accesso è delimitato da una fettuccia bianca e rossa, l'area dell'ex scalo merci, che fa parte del progetto "Musica sui binari" che sta portando avanti la Polifonica di San Colombano. --Oliviero Maggi