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m. grazia piccalugaA cascina Isolona, a Zinasco, c'è l'albero monumentale più alto della provincia di Pavia: un pioppo nero, 35 metri di altezza per quasi tre di circonferenza. Ma a ben guardare il record forse spetterebbe al Platano di Scopoli che svetta per 45 metri sopra l'Orto Botanico di Pavia. Sta lì dal 1778 però non compare nell'"Elenco aggiornato degli alberi monumentali d'Italia", aggiornato di recente dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Sono 401 le nuove iscrizioni, per un totale di 4006 alberi o sistemi omogenei di alberi censiti per il particolare pregio naturale e culturale.Nell'Elenco sono inclusi esemplari che, lungo tutto lo Stivale, si contraddistinguono per particolari caratteristiche come l'elevato valore biologico ed ecologico per età, dimensioni, morfologia, rarità della specie o habitat per alcune specie animali, l'importanza storica, culturale o religiosa rivestita sul territorio e la capacità di caratterizzare il paesaggio sia in termini estetici che identitari. Le nove cime pavesiSono nove gli alberi presenti in provincia di Pavia inseriti nell'elenco. La maggior parte ben visibile dalla strada per chi volesse provare un tour casalingo.Dopo il pioppo di Cascina Isolone, compaiono altri due esemplari a Zinasco: una farnia (nome scientifico Quercus robor L. ) alta 18 metri alla Cascinina di via Guarnoni e un pioppo nero (Populus nigra) alla frazione Sairano, in via Pisole. A Voghera il pioppo bianco (Populus alba) di Campoferro, in strada Brigolo, visibile dalla tangenziale, è forse il più celebre: è passato alla storia come l'albero della "Piccola vedetta lombarda", narrato nel libro Cuore di Edmondo De Amicis. E' alto 32 metri e si avvicina ai 200 anni di età. Sempre a Voghera, all'intersezione tra via Giacomo Matteotti e piazza Guglielmo Marconi, si staglia un Platanus acerifoglia alto 33 metri. Un altro platano comune di 26 metri (e quasi 5 di circonferenza) è presente a Santa Cristina e Bissone, in via Dante Alighieri, all'angolo con via Fiume. A villa Lomellini (centro congressi dell'Opera Don Orione in via Cavour) di Montebello della Battaglia si può osservare la chioma di un cedro del Libano (Cedrus libani A. Richard) alto 28,5 metri e con una circonferenza di sei metri e mezzo).A Villa Imbaldi di Cura Carpignano c'è un ginko (Ginko biloba) alto 26 metri. Infine a Chignolo Po, in via Cusano Visconti proprio davanti al Municipio, un altro Cedro del Libano si è ritagliato, con i suoi 30 metri, un posto nell'elenco. Il primo censimentoIl primo censimento degli alberi monumentali italiani, organizzato dal corpo forestale dello Stato, risale al 1982. All'epoca, per la prima volta in Italia, venne riconosciuto ufficialmente un valore al significativo patrimonio arboreo, da salvaguardare attraverso un'opera di conservazione. Dal 2017 l'elenco degli alberi monumentali è stato preso in carico dal ministero delle Politiche agricole e forestali, che ha il compito di aggiornarlo con costanza. --