Filippo e Matteo all'avventura sul fiume di casa

PAVIAUna vacanza alternativa a pochi chilometri da casa, immersi nella natura. È quello che hanno fatto i 34enni Filippo Cerra e Matteo Manzoni navigando il Ticino dal Lago Maggiore sino a Pavia.Muniti di canoe, vettovaglie e tende, i due ragazzi residenti a Pavia hanno optato per un'avventura diversa dal solito. Quattro giorni che li hanno portati a conoscere zone ancora inesplorate dal turismo di massa. «Siamo partiti il 13 agosto da Sesto Calende - spiega Matteo -, ognuno con la sua canoa. Personalmente diversi anni fa avevo seguito un breve corso, ma non mi era mai capitato di fare un'esperienza del genere». «Il fiume lo frequentiamo - interviene Filippo -, ma di solito attraverso i sentieri del parco del Ticino in bici. Mi sono approcciato alla canoa solo da due mesi. In ogni caso ci era sembrata un'idea». Parliamo di un centinaio di chilometri dalla fine del Lago Maggiore al Ponte Coperto. «Non conoscendo bene la zona - sottolinea ancora Filippo - abbiamo prima rodato le canoe. Non ci siamo buttati a caso, abbiamo chiesto consigli a insegnanti esperti e seguito la guida del parco del Ticino. Un minimo di preparazione ci vuole». In effetti lo sforzo fisico non è indifferente, oltre al doversi arrangiare per la notte, continua il collega Matteo: «È stata anche una sorta di campeggio, grazie alla guida abbiamo capito i punti giusti di passaggio, le correnti e i trasbordi. Per dormire ci siamo sempre arrangiati trovando uno spazio congeniale e, a dire la verità, i primi giorni non abbiamo pagaiato tanto, magari cinque ore; questo a causa delle dighe e sbarramenti presenti a nord. Avvicinandoci al territorio pavese, invece, lo sforzo fisico si è fatto sentire». Il Ticino ultimamente non gode di buonissima salute vista la siccità degli ultimi mesi. In che condizioni si trova il fiume? «Può sembrare strano - proseguono -, ma c'è più acqua da Vigevano a Pavia che nella parte nord. Il motivo risiede nei molti canali per le centrali idroelettriche o l'irrigazione che tolgono un po' di acqua. È stata una bella esperienza perché ci siamo inoltrati anche nel canale Langosco». Un'avventura da ripetere magari in altri lidi. «Ci stiamo appassionando, sarebbe bello poter rifare un viaggio del genere cambiando itinerario. Stiamo pensando all'Adda nella parte del Lodigiano». --Alessio Molteni