Corsico primo nome nel collegio che separa la provincia in due

il casopaviaSulla scheda elettorale per la Camera dei deputati, i residenti intenzionati a votare Pd di 28 Comuni del pavese non troveranno, nella quota uninominale, il nome di Emanuele Corsico Piccolini, che invece comparirà sulle schede degli altri 157 Comuni della provincia. Il motivo risiede nel fatto che l'esponente dem vigevanese è stato candidato nel collegio uninominale U01, mentre i residenti degli altri 28 Comuni voteranno, insieme a cittadini lodigiani e milanesi, nel collegio U02. I Comuni aggregati a Lodi e Milano sono Badia, Bascapè, Bornasco, Ceranova, Chignolo, Copiano, Corteolona, Costa de' Nobili, Gerenzago, Giussago, Inverno, Landriano, Lardirago, Magherno, Marzano, Miradolo, Monticelli, Pieve Porto Morone, Roncaro, San Zenone, Santa Cristina e Bissone, Siziano, Torre d'Arese, Torrevecchia Pia, Vidigulfo, Villanterio, Vistarino, Zeccone e Zerbo. In questi Comuni, il candidato all'Uninominale per la Camera spettano alla coalizione, per cui il nome non è ancora stato indicato.In tutto questo collegio insisterà su 100 Comuni, sommando anche quelli della provincia di Lodi e del milanese. Gli altri 157 Comuni della provincia di Pavia, invece, faranno parte del collegio uninominale U01. In Lombardia ne sono previsti altri due, uno a Mantova e uno che unisce Brescia e Cremona.Nel frattempo, sempre restando nell'ambito del Partito democratico, oggi il senatore uscente Alan Ferrari dovrebbe sciogliere la riserva sull'accettazione della candidatura. Secondo quanto deciso dalla direzione centrale del Partito democratico, il nome di Ferrari è stato inserito al terzo posto del listino proporzionale per la Camera. Davanti a lui ci sono il capolista, cioè il ministro della Difesa Lorenzo Guerini e la consigliera regionale Antonella Forattini, originaria del mantovano.Le aspettative della vigilia erano molto differenti. Molti pensavano che Ferrari, per il lavoro svolto in due legislature prima alla Camera e poi al Senato, potesse essere premiato con una candidatura blindata, non necessariamente in provincia di Pavia. L'inserimento nel listino proporzionale della Camera, al terzo posto, non è assolutamente garanzia di elezione. Per questo, il senatore Ferrari si è preso qualche ora di riflessione per decidere se accettare la candidatura, portando il suo contributo alla lotta del Pd, oppure se declinare l'offerta. La situazione di Alan Ferrari, peraltro, ha trovato molte altre analogie in tutta Italia, con nomi "pesanti" del Pd che sono rimasti fuori dalle liste licenziate dal segretario nazionale, Enrico Letta. Il motivo va ricondotto a due motivazioni: da un lato il fatto che il numero dei deputati sia sceso da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200; dall'altro il fatto che i sondaggi danno per sicuri soltanto i seggi uninominali che si trovano nella zona compresa tra Emilia e Toscana. Il Pd, probabilmente, dovrà giocare la sua partita puntando prevalentemente al proporzionale ed è anche per questo che i vertici nazionali sperano, da qui al 25 settembre, di recuperare punti percentuali, magari arrivando a scavalcare Fratelli d'Italia e ad essere il primo partito. Questo consentirebbe un buon numero di eletti. --f.m.