Una madre denuncia: «Ho un figlio disabile e ci hanno lasciati soli»

MONTECALVO VERSIGGIA«Siamo stati lasciati soli ad occuparci di nostro figlio disabile». È il grido di dolore lanciato dalla mamma di Antonello S., giovane di 36 anni che, a causa di un incidente, ha subito un'invalidità motoria e perso gran parte della sua autonomia. Una situazione diventata ancora più complicata a partire dal 2020, quando la famiglia di Antonello, durante la pandemia, ha deciso di lasciare l'abitazione di Stradella per trasferirsi in collina a Montecalvo Versiggia, perdendo, quindi, il contributo del Comune per coprire le spese di frequenza del giovane al centro diurno dell'Anffas, in quanto non più residente.«Subito dopo il passaggio di residenza, ho chiesto di incontrare il sindaco di Montecalvo per esporre il mio problema - racconta la mamma -, ma, nonostante l'abbiamo interpellato più volte, il Comune non si è reso disponibile a darci una mano per coprire le spese. Devo dire che il personale dell'Anffas è meraviglioso perché, pur sapendo di questo problema, viene sempre a prendere e riportare Antonello per il centro diurno, nonostante il percorso si sia allungato di parecchi chilometri».Un altro scoglio è quello dell'assistenza domiciliare, gestita dal Piano di zona Broni-Casteggio: fin quando era a Stradella, e nei primi tempi a Montecalvo, ad Antonello erano garantire 22 ore mensili, in pratica dal lunedì al venerdì, con un operatore che aiutava la mamma a prepararlo per andare al diurno; ma poi le ore si sono via via ridotte fino ad arrivare ad 11, praticamente tre giorni alla settimana. Per il resto è a carico della mamma che, proprio in questi giorni, compirà 70 anni. E anche in questo caso, dopo molti tentativi di contattare gli assistenti sociali, da inizio anno, solo nei giorni scorsi c'è stato un contatto con la famiglia. Del caso si sta interessando anche l'ex consigliere comunale di Stradella, Massimo Lacapra, amico di Antonello: «Purtroppo da un anno e mezzo questa famiglia sta rimbalzando contro muri di gomma - afferma -. Il Piano di zona si è fatto vivo adesso dopo mesi, ha chiesto informazioni e speriamo si muova qualcosa. Ho contattato un'associazione di Milano che si occupa di diritti dei disabili, che mi ha consigliato di inviare una Pec al Comune di Montecalvo per chiedere la presa in carico di Antonello; al momento non hanno ancora risposto, ma hanno tempo fino al 21 agosto». --O.M.