Azione, Angela Gregorini congela le dimissioni dopo l'arrivo di Barbieri

PAVIALa bufera che si è creata in Azione dopo l'annuncio dell'ingresso nel partito di amministratori pavesi ex Forza Italia, ha imposto un chiarimento all'interno di un partito in cui, in questi giorni, si sta consumando uno scontro tra anime di centrosinistra e di centrodestra. «Sto facendo le mie valutazioni e in queste ore ho parlato con il deputato Pedrazzini e con i vertici del partito con cui ci stiamo chiarendo sugli assetti, sulle modalità e su dove e come vogliamo andare. Certamente non mi dimetto ora per evitare possibili strumentalizzazioni», fa sapere Angela Gregorini, ex assessore Pd nel Comune di Pavia e adesso componente del direttivo nazionale e responsabile degli enti locali del partito di Calenda. Nei giorni scorsi Gregorini aveva annunciato di essere disposta ad uscire da Azione se fossero entrate presenze ingombranti. E, tra le presenze "inopportune" era finito Carlo Barbieri, già sindaco di Voghera ed ex uomo di punta di Forza Italia, la cui adesione era invece stata benedetta da Claudio Pedrazzini, deputato un tempo nelle file azzurre, passato in Cambiamo di Toti e ora nel direttivo nazionale del partito fondato dall'europarlamentare Carlo Calenda. Ieri si è preferito smorzare i toni infuocati contenuti nella lettera inviata a Carlo Calenda da una quarantina di rappresentanti delle segreterie provinciali e regionali. Una mozione in cui si punta l'indice «sull'ingresso massivo e incontrollato, senza alcun confronto con il territorio, da parte di frange forziste di lungo corso». «Azione ha fatto un congresso nazionale nel quale sono stati eletti gli organi provinciali e regionali - aveva sottolineato Gregorini -. È attraverso questi organi che si entra nel partito e non attraverso personaggi che nulla centrano con il territorio».Il riferimento era appunto al deputato Claudio Pedrazzini che proprio l'altro ieri ha ufficializzato l'ingresso di Barbieri e dei sindaci Andrea Itraloni e Giovanni Amato. Tutti ex Forza Italia. E che ieri, intervenendo a nome di Carlo Calenda, aveva spiegato che «il partito ha sensibilità differenti e bisogna arrivare ad una sintesi condivisa» e si era detto convinto «dell'importante contributo di Carlo Barbieri per Voghera e l'Oltrepo». Da qui la necessità di un chiarimento, peraltro dopo la sottoscrizione di una mozione condivisa anche dal segretario provinciale Riccardo Casarini e in cui si parlava di «un vero e proprio assalto alla diligenza che delegittima il ruolo della struttura locale e allontana la base costituita in oltre due anni di lavoro, che non si riconosce in queste vecchie leve». Una lettera durissima contro l'ex sindaco Barbieri, accusato di mal governo, che aveva replicato: «Non si offende una città che, per ben tre volte, mi ha dato fiducia». Intanto arriva la precisazione della sindaca di Sommo Paola Ferrari che dice: «Non sto guardando ad Azione, ma solo al bene del mio paese, che ritengo sia la priorità». --St. Pr.