Discarica da ampliare la Provincia frena il progetto di Green Up

Sandro Barberis / alboneseIl progetto per l'ampliamento della discarica di Albonese, così com'è stato presentato, non va bene. A dirlo una comunicazione dell'ufficio Ambiente della Provincia inviata ieri alla Green Up, la società titolare dell'impianto e che punta ad allargarlo.i problemi nel progettoCriticità nel progetto che sono emerse nella riunione con gli enti pubblici e di controllo avvenuta nelle scorse settimane. Quindi ora Green Up deve ripresentare il progetto oppure rinunciare. In particolare le criticità riguardano quattro punti. In primo luogo a pesare sono le critiche al progetto del vicino Comune di Parona, che ha lamentato l'eccesso di impianti di rifiuti in zona: tra cui ci sono proprio quelli di Parona, su tutti l'inceneritore. Per questo la Provincia ha chiesto di verificare ed aggiornare la ricognizione riguardante la presenza di impianti con gestione di rifiuti entro i 5 chilometri di distanza dalla discarica in oggetto, fornendo adeguate valutazioni sull'eventuale effetto cumulativo degli impatti di rifiuti. Poi vengono chieste anche revisioni negli elaborati per quanto riguarda le vasche di contenimento dell'acqua piovana, ma anche specifiche tecniche sugli studi d'impatto ambientale allegati al progetto e anche un sommari delle eventuali difficoltà incontrate dal proponente nella raccolta dei dati richiesti e nella previsione degli impatti ambientali rilevanti del progetto proposto.la proposta di ampliamentoLa Green Up, dopo aver ritirato il primo progetto d'ampliamento, nelle scorse settimane ne ha depositato un altro in Regione. Attualmente la discarica può accogliere 647.826 metri cubi di rifiuti non pericolosi, in particolare plastica e legno. Con l'ampliamento punta ad arrivare a un milione di metri cubi, 400mila metri cubi in più di rifiuti "ospitabili" nell'impianto. Un investimento da oltre 23 milioni di euro. «L'area in cui è previsto l'ampliamento della discarica è attualmente occupata dai serbatoi del percolato e dal ricovero mezzi - si legge nelle relazioni allegate al progetto -. La proposta progettuale si inserisce nello scenario della gestione dei rifiuti speciali non pericolosi: tuttora, parte di questi rifiuti non può essere recuperata e necessita di essere conferita negli impianti di smaltimento. Approfondimenti effettuati hanno evidenziato che a breve gli impianti di smaltimento non potranno più soddisfare il fabbisogno a livello provinciale». Il progetto aveva già ricevuto le critiche dell'associazione ambientalista Futuro Sostenibile in Lomellina. --