Mal di pancia di Ciocca Centinaio: «Prima la Lega, Angelo ultimo dei miei pensieri»

il casoFabrizio MerliLa replica di Gian Marco Centinaio ad Angelo Ciocca è breve, ma significativa: «Ho cose più importanti a cui pensare. C'è una campagna elettorale che andremo a vincere. Ciocca è l'ultimo dei miei pensieri». Poche, e pesanti, parole dal sottosegretario all'agricoltura Centinaio al parlamentare europeo, Ciocca. Ma, soprattutto, da leghista a leghista, con i toni necessariamente smorzati dalla campagna elettorale in corso.le puntate precedentiSull'edizione di ieri, rispondendo a una domanda relativa a un suo interessamento all'area di Calenda, l'onorevole Ciocca aveva giurato fedeltà alla Lega, aggiungendo un piccolo particolare: «Ho vissuto una situazione kafkiana nel momento in cui il commissario provinciale (Jacopo Vignati - ndr) e il senatore Centinaio, malgrado abbia in tasca la tessera della Lega da trent'anni e l'abbia appena rinnovata, hanno chiesto la mia sospensione e quella di altri esponenti della Lega; pazzesco, come pazzesca l'espulsione di amministratori storici della Lega».Se il senatore Centinaio liquida l'eurodeputato in tre righe, il commissario provinciale, Jacopo Vignati, gli dedica un poco più di spazio. E alla "situazione kafkiana" replica: «É il partito che casomai si é sentito a disagio per le posizioni prese da Ciocca alle elezioni provinciali. Comunque ora stop alle polemiche: la Lega corre per governare e dare risposte ai problemi dei lombardi e degli italiani e tutti noi leghisti, nessuno escluso, siamo impegnati per la campagna elettorale».Vignati si riferisce all'iniziativa del parlamentare europeo di San Genesio, che si oppose alla candidatura di Giovanni Palli alla poltrona di presidente dell'amministrazione provinciale. Candidatura ufficialmente sostenuta da Fratelli d'Italia, da Forza Italia e dalla Lega. Il 18 novembre, un mese prima del voto, Ciocca dichiarò: «Sono contro la politica delle imposizioni. Il candidato presidente della Provincia lo scelgano i 20 sindaci della Lega. Abbiamo la fortuna che tutti sarebbero idonei a ricoprire quel ruolo».le primarieFurono indette le primari e e al ballottaggio tra Adriano Piras, sindaco di Mezzanino, e Angelo Bargigia, sindaco di Marzano, vinse quest'ultimo, consapevole che l'impossibilità di ricandidarsi a sindaco gli avrebbe consentito di essere presidente della Provincia al massimo per cinque mesi. A Ciocca si affiancò anche il sindaco di Pavia, Fabrizio Fracassi, che dichiarò : «Sono stato segretario provinciale due volte, sono sindaco del capoluogo della provincia e nessuno mi ha contattato per la scelta del candidato, se non a cose fatte. Un comportamento mai visto prima. Una totale mancanza di metodo e di rispetto da parte del commissario. Se fossi stato contattato, avrei potuto valutare la mia disponibilità ad una candidatura». Alla vigilia del voto per la Provincia circolarono anche veleni, come il tentativo di far credere che Palli e Vignati fossero indagati. Dopo il voto, e con la vittoria di Giovanni Palli seppur di misura, la Lega regionale chiese al direttivo nazionale l'espulsione di alcuni sindaci e la sospensione, per 10 mesi, di Ciocca e del consigliere regionale Roberto Mura, dal partito. Provvedimenti peraltro mai tradotti in realtà.«accordi a sinistra»Rendendo noto il provvedimento , Fabrizio Cecchetti, vicepresidente dei deputati della Lega e coordinatore regionale, dichiarò: «La Lega mette al centro il bene dei cittadini, chi va in contrapposizione alle indicazioni della segreteria provinciale, di concerto con quella regionale, oltretutto cercando accordi a sinistra, parla solo a nome suo, non più del movimento». --© RIPRODUZIONE RISERVATA