Ciocca, "mal di pancia" in casa Lega e lo sguardo in direzione Calenda

Fabrizio Merli / paviaLa vox populi dice che Angelo Ciocca, europarlamentare della Lega, starebbe "muovendo alcuni pezzi" sulla scacchiera in direzione di Azione. Il diretto interessato smentisce, anche se con una sfumatura che lascia intendere il suo mal di pancia all'interno del Carroccio.indiziLe voci non nascono mai dal nulla. Meno che mai in politica. Dunque, chi professa la propria fede per la causa calendiana è Andrea Itraloni, sindaco di Copiano, ex Forza Italia, candidato (sconfitto) alle provinciali del 2016. Lo stesso Itraloni invitato alla cena organizzata da Angelo Ciocca a Borgarello, nel corso della quale venne servita una torta corredata da eloquente scritta: "I sindaci protagonisti sul territorio". Il tasso di "calendosità" di Itraloni, oltre che dal suo profilo Facebook, si desume anche dal like messo a un post di Laura Canale, ex assessore della giunta Depaoli di centrosinistra, oggi moglie di Antonio Bobbio Pallavicini, vice sindaco per Forza Italia nella giunta Fracassi. Canale, dunque, pubblicando la notizia di un imminente accordo tra Calenda e Renzi, commenta: «Giocarsela tutta. Vada come vada. Questa proposta liberale serve... per tante, tante ragioni». E, a commento del post, compare il pollice alzato di Andrea Itraloni che, questa mattina, dovrebbe essere in Provincia, con Claudio Pedrazzini, ex deputato di Forza Italia, componente della direzione nazionale di Azione, a dare il benvenuto tra i calendiani a Giovanni Amato, consigliere provinciale, sindaco di Magherno ed ex di Forza Italia. Per inciso, pure lui presente alla cena borgarelliana della torta dei sindaci protagonisti.Su queste e altre premesse, dunque, nasce l'indiscrezione per cui Angelo Ciocca avrebbe "inviato" alcuni dei suoi uomini verso Calenda «per vedere l'effetto che fa», come diceva la canzone di Jannacci.L'europarlamentare, interpellato sul punto, dà una risposta di durezza padana: «Sono leghista! Il leghista più votato (con le preferenze - vota scrivi Ciocca) in provincia di Pavia. E di questo sono e sarò grato e rispettoso dei miei 90mila elettori». E questa sarebbe una risposta già abbastanza decisa. Ma il parlamentare europeo aggiunge anche altro, citando l'autore della "Metamorfosi".situazione kafkiana«Detto questo - prosegue l'europarlamentare - ho vissuto una situazione kafkiana nel momento in cui il commissario provinciale (Jacopo Vignati - ndr) e il senatore Centinaio, malgrado abbia in tasca la tessera della Lega da trent'anni e l'abbia appena rinnovata, hanno chiesto la mia sospensione e quella di altri esponenti della Lega; pazzesco, come pazzesca l'espulsione di amministratori storici della Lega». «Oggi serve dialogare - conclude Ciocca - ascoltare, unire, costruire perché il dividere e distruggere disorienta l'elettorato della Lega in provincia».La precisazione di Ciocca sembra quasi traducibile in un «io non esco dalla Lega, casomai sono i leghisti che cacciano me». Il riferimento è allo scontro che caratterizzò il voto per l'elezione del presidente della Provincia di Pavia, il 18 dicembre 2021. La Lega, insieme a Forza Italia e Fratelli d'Italia, aveva candidato Giovanni Palli, sindaco di Varzi; Ciocca, seguito da consiglieri regionali e sindaci del territorio, disse che quello di Palli era un diktat dall'alto e propiziò la candidatura dell'allora sindaco di Marzano (poi non rieletto) Angelo Bargigia. Il risultato fu una vittoria di misura di Palli, che fece sospettare a molti un deciso quanto clandestino appoggio del Partito democratico a Bargigia, e, soprattutto, una serie di "scomuniche" da via Bellerio. Furono espulsi Bargigia, Martina Tessera (consigliera di San Genesio), Virgino Anselmi (sindaco di Pieve Porto Morone), Gennaro Gallo (consigliere di Pavia), Adriano Piras (sindaco di Mezzanino) e Marco Zacchetti (consigliere di Vidigulfo). Per Ciocca e Mura il direttivo regionale propose la sospensione di 10 mesi dal partito. --© RIPRODUZIONE RISERVATA