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CERETTOCeretto ha dichiarato il dissesto finanziario, ma i prossimi Comuni potrebbero essere Breme e Torre Beretti. Le cause sono i costi da sostenere per i minori residenti assegnati a una struttura protetta. Ieri mattina la Lomellina si è riunita nel municipio di Ceretto per lanciare un grido di dolore e avanzare alcune proposte per prevenire la bancarotta soprattutto dei Comuni più piccoli. La solidarietà«Sono contento di questa grande partecipazione dei miei colleghi - ha detto il sindaco Giovanni Cattaneo - Spero, a questo punto, che la nostra disavventura possa fare da apripista per gettare luce su un problema molto diffuso in tutta Italia. Sotto l'aspetto burocratico, venerdì la nostra delibera diventerà esecutiva e il dissesto sarà comunicato al ministero dell'Interno e alla Corte dei Conti. Poi a settembre a Ceretto sarà inviato un funzionario chiamato organismo straordinario di liquidazione, che nell'arco di cinque giorni dovrà provvedere al ripiano dell'indebitamento. Se ciò non dovesse riuscire, io decadrei da sindaco e il Comune sarebbe commissariato». Il disavanzo ammonta a 62mila euro: nei fatti, è il dissesto finanziario per il piccolo paese di 190 abitanti alle porte di Mortara, che per tre anni ha dovuto stanziare quasi 280mila euro per tre minori ospitati in comunità. Ieri l'aula consiliare era gremita: sono arrivati i sindaci, o loro delegati, di Alagna, Albonese, Breme, Candia, Cassolnovo, Castello d'Agogna, Cozzo, Gambarana, Gambolò, Garlasco, Langosco, Mede, Mezzana Bigli, Mortara, Nicorvo, Olevano, Ottobiano, Pieve Albignola, Robbio, San Giorgio, Sannazzaro, Sant'Angelo, Sartirana, Scaldasole, Semiana, Torre Beretti, Valeggio, Velezzo, Vigevano e Zeme. Hanno espresso la loro vicinanza, con un messaggio, anche Cilavegna, Galliavola, Lomello, Palestro, Suardi e Valle. Il Comune di Breme, 720 abitanti, è da tempo sensibile a questa problematica. «A ottobre - spiega il sindaco Cesarina Guazzora - saranno tre anni da quando il nostro Comune deve mantenere cinque minori, di cui quattro al 50% con Mortara. Si tratta di una spesa di 110mila euro l'anno, di cui la metà ci sarà comunque rimborsata fra molti mesi, che condannerà anche noi al dissesto. Lo Stato deve farsi carico di questi minori e smetterla di gravare sui bilanci comunali. Si pensi che le uscite per l'energia elettrica sono sempre in aumento e dovremo arrivare a spegnere parzialmente o totalmente l'illuminazione pubblica». A Torre Beretti, 540 abitanti, il sindaco Marco Broveglio è pronto a dichiarare il dissesto. «Abbiamo a carico - spiega - un minore da alcuni mesi, ma fra pochi giorni dovrebbero arrivare anche sua mamma e un suo fratellino: si tratta di circa 80 euro al giorno. Sembrano cifre insignificanti, ma per un piccolo Comune sono esorbitanti: finora siamo riusciti a far quadrare i conti, ma con tre persone a carico non credo che il nostro Comune farà ancora molta strada». Ieri ha parlato anche Michele Ratti, sindaco di Nicorvo (280 abitanti). «Nel 2018 - dice - avevamo due minori a carico, poi per fortuna adottati l'anno successivo. La mia proposta è questa: se ogni Comune lomellino stanziasse un euro ad abitante da destinare ai servizi sociali, in tre anni avremmo circa 500mila euro da gestire. Penso al settore dei minori in comunità, ma anche agli anziani ospitati nelle case di riposo». --Umberto De Agostino