Calendiani in attesa delle mosse del leader

Fabrizio Merli / paviaCinque giorni di accordo, da martedì 2 a domenica 7 agosto. Tanto è durata l'intesa tra il Partito democratico di Enrico Letta e Azione di Carlo Calenda. Uno "stop and go" stressante per i moderati sul territorio che avevano visto il loro sogno di Terzo polo interrotto dal sì ai dem. E che, adesso, ripartono.contrordineRicapitolando le ultime ore: fino alle 13,33 del 2 agosto, una pattuglia di amministratori, tra sindaci, ex sindaci e consiglieri comunali, erano pronti a passare armi e bagagli ad Azione. Ma c'era una condizione: che il partito non stringesse alleanza con la sinistra. Poi, giusto alle 13.33, le agenzie battevano la notizia: «Letta-Calenda, c'è accordo». Un rompete le righe per gli aspiranti militanti di Azione che provenivano (o meglio, provengono) tutti dal centrodestra. Cinque giorni e Calenda ci ripensa, riportando in vita il Terzo polo. Passaggi che mettono alla prova anche le coronarie più forti. E adesso che succede? E, soprattutto, chi sono i protagonisti di questo (possibile) esodo?I due nomi principali sono quello di Matteo Grossi, sindaco di Sant'Angelo Lomellina, calendiano già da tempo e di Carlo Barbieri, ex sindaco di Voghera, che i vertici locali di Azione non riconoscono, ma che si porterebbe appresso alcuni ex di Forza Italia a Voghera. Voci parlano anche di Simone Ciaramella, coordinatore locale della Lega in quel di Mortara.soprattutto sindaciGli altri nomi appartengono soprattutto a sindaci. Quindi Roberto Francese, sindaco di Robbio, Paolo Bremi, sindaco di Trivolzio, Giovanni Amato, sindaco di Magherno e Andrea Itraloni, sindaco di Copiano e candidato, da Forza Italia, alle provinciali del 2016 contro Vittorio Poma. Itraloni, peraltro, lo scorso 16 luglio era alla cena organizzata, a Borgarello, dall'europarlamentare leghista Angelo Ciocca. Insieme a lui altri colleghi sindaci, come Cristiano Migliavacca di Lardirago ed Enrico Tessera di San Genesio. Un appuntamento al quale avevano partecipato anche il sindaco di Pavia, Fabrizio Fracassi, i suoi assessori Trivi, Longo e Koch e il dirigente del settore Urbanistica del Comune di Pavia, Giovanni Biolzi. Ora, dopo il contrordine del leader di Azione durante il programma dell'Annunziata su Rai Tre, si stanno riordinando i pensieri. «Entro domani Calenda risponderà a Renzi - dice Matteo Grossi - ma credo che voglia correre da solo anche a costo di cercare le firme che gli servono per depositare il simbolo». Se Calenda e Renzi raggiungessero un accordo, al quale si sommerebbe la Lista civica nazionale di Federico Pizzarotti, ex sindaco di Parma, non sarebbe necessaria la raccolta delle firme.la sirena albertiniAd auspicare il "matrimonio" tra Calenda e Renzi c'è anche Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano, che ieri ha dichiarato alle agenzie: «Posso rendermi disponibile a collaborare per un progetto politico se qualcuno me lo chiede, per un'azione e una convinzione che faccia sì che l'Italia sia più Viva e che abbia più azione di prima». Sullo sfondo ritorna l'ipotesi di Letizia Moratti come candidata alternativa ad Attilio Fontana per le regionali 2023. --© RIPRODUZIONE RISERVATA