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CERVESINAI prezzi dei concimi tradizionali a base di azoto schizzano alle stelle, con aumenti fino al 185%, e così il mercato agricolo si sposta rapidamente su quelli organici liquidi. È una piccola ma significativa rivoluzione per il settore, che, come molti altri in questo periodo problematico, deve fare i conti con i costi all'origine cresciuti a dismisura prima a causa della pandemia e ora della guerra russo-ucraina. «Un dato su tutti: un quintale di urea, il concime azotato più diffuso e impiegato nel mondo, è aumentato da fino a 120 euro nell'arco di pochi mesi», riassume Aristide Foi, tecnico della cooperativa Associazione acquisti agricoli (TreA), che è presieduta da Giorgio Passadori e che mantiene le sedi operative a Cervesina e a Tortona.Crollo dei consumiNon si fa fatica a capire che i consumi siano rapidamente crollati fra gli agricoltori della provincia di Pavia e di tutta Italia. L'urea, con una percentuale del 46% in azoto, è il concime più concentrato: una volta distribuita sul terreno, si trasforma prima in sali ammoniacali e quindi in nitrati. «Questi concimi azotati - prosegue Aristide Foi - sono quasi tutti d'importazione, soprattutto dall'Est Europa dove in questi giorni la situazione non è molto tranquilla e, di conseguenza, numerose sono le difficoltà logistiche e di consegna.Inoltre, va rilevato il fatto che i concimi azotati hanno forma granulare e vengono distribuiti sul terreno: se non piove, i granellini d'azoto si disperdono nell'aria. In questo periodo sono molti richiesti i concimi fosfatici, alcuni dei quali contengono come componente fertilizzante il perfosfato d'ossa, e i concimi liquidi organici, prodotto che non contiene sostanze chimiche e che viene distribuito sulle foglie senza cadere in terra». Il concime organico liquido è in grado di fornire azoto sotto forma proteica e aminoacidica derivante da tessuti animali: in particolare, l'azoto aminoacidico svolge soprattutto a livello fogliare un'azione stimolante sui processi biochimici accelerando l'attività enzimatica delle piante.Il tema dei fertilizzanti è d'attualità anche a Bruxellese, dove la Commissione europea ha sospeso le tariffe convenzionali per alcuni prodotti. Il regolamento approvato interrompe le tariffe convenzionali fino al 31 dicembre 2024 per l'ammoniaca e l'urea, elementi fondamentali per la fertilizzazione. Il provvedimento mitiga, anche se in piccola parte, i notevoli aumenti riscontrati a partire dal secondo semestre 2021, situazione che si è ulteriormente aggravata a seguito all'invasione russa dell'Ucraina.«Accogliamo con favore - commenta Confagricoltura - la decisione della Commissione europea di intervenire sui dazi doganali per contenere l'aumento dei prezzi dei fertilizzanti. La decisione della Commissione era molto attesa dal mondo agricolo alla luce degli incrementi record come nel caso dell'urea, aumentata del 185% rispetto allo scorso anno». Dalla sospensione sono escluse Russia e Bielorussia, due Paesi che da soli esportano nei Paesi UE il 43% dei fertilizzanti.«Il provvedimento - conclude Confagricoltura - rappresenta soltanto un primo passo, perché la sospensione ha bisogno di essere estesa ai dazi su tutte le principali tipologie di fertilizzanti usati direttamente dagli agricoltori. Nonostante ciò, la scelta della Commissione europea avrà sicuramente un effetto benefico sulle economie delle aziende agricole italiane, le quali, insieme all'impennata dei prezzi, sono alle prese con la scarsità sul mercato di materie prime per la fertilizzazione del terreno, con forti preoccupazioni per il prossimo autunno». --Umberto De Agostino