Maltempo, Broni fa già i conti Lavori per oltre 100mila euro

BRONI Già oltre 100.000 euro spesi dal Comune di Broni per il ripristino dei danni del maltempo che ha devastato l'Oltrepo orientale lo scorso 26 luglio. Mentre si spera nell'accoglimento delle richieste di risarcimento danni, che ammontano a 14 milioni di euro su 14 Comuni, le amministrazioni devono fare i conti con le spese già sostenute per affrontare i primi giorni dell'emergenza, dalla pulizia delle strade invase dal fango al ripristino di fossi e tombini. Il Comune di Broni ha investito risorse per 100.000 euro: tra gli interventi principali, il ripristino della funzionalità del reticolo idrico Rio Frate e del versante Montegrappa, invasi da fango e vegetazione, e il ripristino della circolazione sulle strade invase da acqua e fango (42.700 euro), il lavaggio di strade e piazze e il ripristino della funzionalità dei sottopassi tombinati del Rio Frate e di Cassino Po con utilizzo di acqua in pressione e altre attrezzature (34.770 euro), pulizia e ripristino di infrastrutture e reticoli idrici (18.300 euro), pulizia di canali e grondaie, lavaggio di strade e marciapiedi (4.880 euro). Anche a Cigognola, un altro dei Comuni maggiormente colpiti dal maltempo, in particolare nelle frazioni Vallescuropasso e Vicomune, l'amministrazione comunale ha dovuto impiegare risorse per 100.000 euro per i lavori di prima emergenza. Mentre a Stradella, dove invece sono stati registrati pochi danni rispetto alle altre zone, la conta degli interventi si aggira sui 30.000 euro, in particolare per il cedimento dell'asfalto che ha interessato il tratto all'incrocio tra via Di Vittorio e via Pertini. Intanto, a Montescano c'è ancora una strada chiusa a causa dei danni del maltempo: si tratta della via Piane, per il rischio di crollo di una struttura pericolante. A seguito di un sopralluogo della polizia locale e dell'ufficio tecnico, infatti, è risultato che un porticato, che dà sulla viabilità comunale, presentava gravi lesioni strutturali a causa del cedimento di un pilastro di sostegno in muratura: dopo un primo intervento di messa in sicurezza, con il posizionamento di puntali in legno, che però non garantisce la piena stabilità dell'immobile, il Comune ha emesso un'ordinanza che impone alla proprietà la messa in sicurezza definitiva del fabbricato, attualmente disabitato, entro 15 giorni. «È in corso da parte della ditta incaricata un intervento di urgenza per il ripristino dei fossi comunali e anche da parte della Provincia per quelli di loro competenza - spiega la sindaca Enrica Brega -. Per quanto riguarda lo sgombero della terra dai cortili delle proprietà è previsto il ritiro per l'inizio della settimana prossima. Stiamo facendo tutti gli sforzi per cercare di trovare le migliori soluzioni e i provvedimenti che ci consentano di superare questa grave calamità che ci ha colpito». --Oliviero Maggi