Senza Titolo

m. grazia piccalugaE non chiamatelo liscio. Perché sotto il palco di Omar Codazzi ci sono i coetanei della figlia Aurora (diciottenne) e quelli del suo maestro, Franco Bagutti (79 primavere portate con smalto inossidabile). «I gusti cambiano, insieme alle generazioni che ascoltano musica. Facciamo reggaeton, pop, melodico, musica da ballo e poi certo, anche il liscio » spiega Codazzi in una pausa delle prove dello spettacolo che ieri l'ha portato ad Asiago e stasera, giù di corsa nel suo Oltrepo, a Fumo di Corvino San Quirico, per uno degli appuntamenti danzanti più attesi dell'estate pavese, insieme all'Orchestra Bagutti.Ogni sera una tappa, da giugno a settembre.«Abbiamo cominciato addirittura a maggio - dice Omar Codazzi - Un'estate intensa. Mi ritaglierò però qualche giorno al mare, a Riccione, per stare con la famiglia, con Aurora e con Azzurra che ha 6 anni».Aurora sarà con lei sul palco di Fumo stasera. «Si, e sarà l'occasione per festeggiare».Cosa?«Il suo 95 alla maturità linguistica, preso nonostante le poche di ore di sonno dormite per fare i concerti con me. E' stata bravissima. Con noi ci saranno anche Samuele Varelli e Stefano Zago».Quella di stasera è una tappa del progetto "Ancora una volta insieme".«Franco Bagutti è il mio maestro. Ho lavorato con lui dal 1996 al 2000. Quattro anni nei quali abbiamo lanciato brani ancora oggi di grande successo».Poi la voglia di andare avanti da solo. «Volevo avere una mia situazione, ma siamo rimasti amici. E di recente è nata quest'idea di una tournée insieme. Lui presenta l'orchestra, a metà serata salgo sul palco io con il mio gruppo». Altro sodalizio: quello con Pietro Galassi.«Abbiamo inciso un cd insieme, Voglio volare, con brani intenso come Unico amore o sarcastici come Green pazz».E a ottobre sarete sulle navi da crociera.«Sulla Costa Firenze, ci sono già molte prenotazioni ».Lei canta storie di vita. E anche d'amore. C'è qualcuno che si è innamorato con le sue canzoni? «Si e ce l'ha fatto sapere. Ho una sessantina di amici, potrei anche chiamarli fan, che hanno tatuato una frase di una mia canzone sul braccio. E di recente una coppia di Brescia ha voluto che cantassi alcune mie canzoni con cui si era innamorata».Il brano galeotto? «Occhi di mare».La musica a volte aiuta, quasi una terapia.«Lo ricordo ogni volta con emozione: un uomo di Genova, che purtroppo è mancato di recente per una malattia, anni fa ha avuto un incidente in bicicletta. E' rimasto a lungo in coma e la moglie gli faceva ascoltare alcuni miei brani che a lui piacevano. Quando si è risvegliato ci siamo conosciuti. La musica può fare molto, senza voler peccare di presunzione. E' bello sapere che con un tuo pezzo puoi far star bene le persone, farle innamorare, farle sorridere di nuovo, fargli ritrovare la voglia di andare avanti. Anche perché la vita è una sola. Anzi io dico che ne abbiamo due».Due?«La seconda comincia quando ti accorgi che ne hai solo una ed è preziosa». --© RIPRODUZIONE RISERVATA