Addio a Pietro Nascimbene gregario "timido" di Coppi

BORGORATTO MORMOROLONutriva tanto rispetto per il suo capitano Fausto Coppi, che gli dava del lei. Ieri mattina, nella sua casa di Borgoratto Mormorolo, è mancato Pietro Luigi Nascimbene, 92 anni, ex gregario del Campionissimo.Nato a Montalto Pavese nel febbraio del 1930, si è trasferito nel dicembre del 1960 a Borgoratto Mormorolo, dove ha sposato Angela Nonna, detta Angelina, assieme alla quale, fino alla fine degli anni '90, ha gestito la storica trattoria "Bellaria". Nel 1948, con la maglia dell'Us Pavese, Nascimbene debutta da dilettante a Pinarolo e Mezzana Corti, dove arriva la prima affermazione. Corridore pro dalla fine del 1953 a tutto il 1959, vanta nel palmares la 10ª tappa del Giro d'Italia 1956, la Grosseto-Livorno, e la prima frazione della classica francese Parigi-Nizza del 1958 (la tappa Parigi-Auxerre): di quella corsa rimane leader per 4 frazioni. Conta anche una partecipazione al Tour de France (nel 1958, come gregario di Gastone Nencini, Nascimbene chiude al 34° posto) e alla Vuelta di Spagna. Si aggiudica il Giro dell'Umbria nel 1953 e due semitappe del Giro del Belgio l'anno seguente. Corre con la Legnano, l'Augustea e la Carpano, la squadra voluta nel 1956 da Fausto Coppi; mentre chiude la carriera nel 1959 alla Molteni con un 6° posto alla Milano-Mantova. un libro di ricordiNell'ottobre del 2016, il bronese Franco Rovati, appassionato di ciclismo, gli dedica un libro, intitolato «Pédar», in cui Nascimbene ricorda l'incontro con Coppi: «Quando mi ha chiamato per chiedermi se volevo correre per lui, a parte la sorpresa iniziale, non ci ho pensato un attimo - spiega nel volume l'ex gregario dell'Airone - Coppi era un buono, un generoso, non era esigente, però non riuscivo proprio a dargli del "tu". Anche per la differenza di età (Coppi era del 1919), perché a quei tempi, non era come oggi, c'era più rispetto per tutti. Coppi era semplice, non metteva nessuno in soggezione, solo che era pur sempre Coppi». Nel 1955 partecipa al Giro del Marocco, in un periodo di instabilità politica: i corridori sono controllati a vista dalla Legione straniera. «In una tappa rimasi attardato, eravamo un gruppetto di corridori, senza più ruote di scorta, tagliate dalla ghiaia e dai sassi. - si legge ancora nel libro - A tarda sera, finalmente, una moto dell'organizzazione ci porta i tubolari nuovi, e arriviamo al traguardo mentre tramonta il sole. Un giorno, in mezzo al deserto, sento gridare "Forza Pietro": erano turisti pavesi in vacanza». con il "pedale"Conquista quella corsa e nello stesso anno si aggiudica pure il Gp delle Asturie, in Spagna. Nel febbraio del 2012, in una delle sue ultime uscite, è invitato alla presentazione del Pedale Pavese, la più antica squadra ciclistica provinciale. Tanti gli appassionati e gli addetti ai lavori che lo ricordano con affetto, tra cui Claudio Gregori, trentino di nascita, ma pavese d'adozione, storica firma de La Gazzetta dello Sport, autore di libri sul ciclismo, di cui è una vera miniera di aneddoti. quella celebre tappa rosa«Mi ricordo che l'osteria che gestiva a Borgoratto con la moglie, era famosa per il nocino, i salami e i tortellini - dice Gregori - Tra l'altro era uno dei "superstiti" della tappa del 1956 Merano-Monte Bondone, resa celebre per la neve e il freddo, in cui il lussemburghese Gaul ribaltò la Corsa Rosa, conquistandola. Nascimbene dava del lei a Fausto Coppi, una cosa molto rara nel mondo ruspante dei ciclisti. Lui era un bello, faceva colpo sulle ragazze, ma non era un latin lover. L'ho conosciuto: era una bella persona, lo definirei un gentiluomo in bicicletta». Nascimbene lascia la moglie Angela, i figli Roberta e Stefano. Questa sera, alle 20.30, nella chiesa di Borgoratto Mormorolo sarà recitato il rosario; mentre domani mattina, alle 10, il funerale, sempre nella chiesa del piccolo centro oltrepadano.--FRANCO SCABROSETTI