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PoliticaNel Gattopardoc'è anche AzioneSarà un po' per il caldo torrido e i giardini gialli dalla sete, per la calura politica e l'aria stagnante di tantissime dichiarazioni, ma non posso non pensare alle frasi memorabili del Gattopardo. Iniziamo da quel "tutto deve cambiare affinché nulla cambi". E così, ci troviamo a capire perché anche un nuovo partito come Azione si trovi improvvisamente balcanizzato da frotte di ex forzisti in cerca di autore. Gente che, ai vari livelli, era ormai in rampa di lancio oppure già nella stratosfera dei trombo-dimenticati e ha trovato il miracolo di una nuova, crescente organizzazione. Largo quindi agli ex sindaci di non illustre gestione, magari indagati e prescritti che si sentono improvvisamente ardere dall'ansia di "scendere in campo" (per citare il maestro di provenienza). Oppure i micro-amministratori di qualche contrada lomellina che si blasonano dell'appartenenza ad associazioni culturali la cui precaria consecutio temporis ne smaschera la provenienza tutt'altro che accademica, con medaglie di guerra dovute all'avere piazzato telecamere nelle scuole a protezione delle maestrine, e che si proiettano oggi nell'olimpo delle candidature.Ma non avevamo abbracciato Azione come il partito della competenza e della serietà? Qualcuno lo ha spiegato a questi soggetti? Oppure lo sponsor lodigiano ha ritenuto di promuovere la conquista del ducato con i metodi dell'esimio dinosauro affetto da priapismo da cui ora hanno preso le distanze? E qui, ci auguriamo che la chiusa gattopardesca davvero non si concretizzi: è stato il tempo dei leoni e dei gattopardi ed ora è il tempo dei lupi e delle iene! Francesca ZanchiPavia in AzionePolitica/ 2La magica sogliadel 40 per centoA oggi i sondaggi sembrano avere una tendenza ma servirà che siano depositate ufficialmente le liste per avere un quadro completo. Ovviamente ogniuno pensa a vincere prendendo un punto in più dell'altro: in termini di percentuale tutto ruota su un numero a due cifre, il 40% sarà la soglia che deciderà un premio di maggioranza. La campagna elettorale dovrà giocarsi su questo visto quanto successo nell'ultimalegislatura. Quel 40 rapportato in percentuale promuoverà uno schieramento penalizzando gli altri o forse, chissà, non verrà raggiunto? Allora governo ibrido.Sergio BarbieriMontebelloTempo persoScuola impreparatadi fronte a OmicronLa scuola 4.0 avanza solo nei documenti del Pnnr, quella militante attende di fare i conti con la riapertura di settembre. Verrà istituita la "Scuola di alta formazione per il personale docente e ATA" con ambiziosi progetti di aggiornamento in servizio che si affiancherà alla già ridondante burocrazia. Il timore è tuttavia di ritrovare i problemi di sempre: organici carenti, classi pollaio, disabili senza sostegno e - per il terzo anno consecutivo - il Covid alle porte e la DaD dietro le quinte.Mentre il consulente del Ministro della Salute, Walter Ricciardi, preannuncia un autunno ad alto tasso di contagi e gli esperti raccomandano la quarta dose, arrivano le varianti Omicron BA.5 e BA.2.75 e i presidi denunciano il ritardo del piano di aerazione delle aule: il Ministro dell'istruzione doveva presentarlo in primavera ma non è ancora pronto.In quali condizioni riapriranno gli istituti scolastici non è dato sapere: intanto si prenda nota che i lavoratori fragili della scuola - a cui non sono state rinnovate le tutele scadute il 30 giugno - dovranno ripresentarsi al suono della campanella senza protezione normativa della loro condizione patologica, ma con in mano un certificato di inidoneità al lavoro in presenza.Una nota informale della Funzione Pubblica demanda ai dirigenti le decisioni da assumere ma in una situazione di legge non rinnovata dovranno ricorrere al cilindro del prestigiatore o alla sfera di cristallo.Nonostante un odg approvato dal parlamento, il governo non ha ancora deciso nulla.Chiaramente la sovraesposizione al contagio dei lavoratori fragili si sommerà a quella della popolazione scolastica al rientro dalle vacanze: gli scienziati hanno insistito sulla ventilazione nelle aule ma in mancanza di un piano resta solo l'ipotesi di tenere aperte le finestre, compresa la stagione invernale.Quasi certamente ritorneranno in uso le mascherine. Da decenni le figure del medico scolastico e dell'assistente sanitaria sono scomparse dai radar: almeno sul piano della profilassi e del controllo avrebbero svolto un ruolo di supporto.Anche Marcello Pacifico, presidente dell'Anief, ha reso noto che "a poco dall'inizio del nuovo anno scolastico, non c'è ancora uno straccio di programmazione e intervento in chiave prevenzione pandemia: si tratta di una mancanza grave, perché significa che le esperienze degli ultimi due anni, con le scuole impreparate e immutate rispetto al pre-Covid19, non ci hanno insegnato nulla". Le incognite sono enormi e mentre la politica è in campagna elettorale, dirigenti scolastici, docenti, genitori e alunni ritroveranno i problemi di sempre, a cominciare dai contagi dilaganti.Francesco Provinciali