Agricoltori sulla riva fermano il cantiere «Lasciateci l'acqua destinata ai campi»

GALLIATE (No) L'escavatore chiamato per modificare una diga e ridurre di conseguenza le acque del naviglio Langosco si è fermato di fronte al presidio degli agricoltori lomellini. Ieri pomeriggio il picchettaggio guidato da Antonio Strada, risicoltore di Scaldasole e presidente della sezione Riso di Confagricoltura Lombardia, è stato organizzato a Galliate, nel Novarese, a pochi passi dalla centrale idroelettrica del Treccione. «Lo scopo della nostra azione dimostrativa è stato raggiunto - ha detto Strada al termine della dimostrazione -. Chiediamo al consorzio Est Sesia, competente per la zona, una deroga di 15 giorni al deflusso minimo vitale che dev'essere garantito per il Ticino: in questo modo, l'attuale portata dell'acqua continuerebbe a scendere nel naviglio Langosco, nella speranza che salvi i nostri raccolti». Il picchettaggio di ieri pomeriggio è stato animato da una trentina di consorziati del naviglio Langosco, canale alimentato dal Ticino che bagna il basso Novarese e la Lomellina nordorientale. L'Est Sesia aveva deciso di avviare un allargamento della filarola, sorta di diga mobile realizzata con grosse pietre e ghiaia, per indirizzare più acqua nel Ticino e togliendola al Langosco, costruito nel Seicento per volontà del conte Guido Langosco. Il canale inizia il suo corso in provincia di Novara, scorre nei territori di Galliate, Romentino, Trecate e Cerano ed entra in Lomellina a Cassolnovo, prosegue per Vigevano (dove sovrappassa il torrente Terdoppio), Gambolò e Tromello, dove termina nei pressi della cascina Montagione. Nello specifico, la filarola del Treccione dev'essere mantenuta in modo tale da garantire in qualsiasi condizione il rilascio del deflusso minimo vitale nel Ticino. «In questa fase di emergenza - ha proseguito Strada - ci è però sembrato inopportuno pensare prima ai pesci del Ticino invece che alle risaie del basso Novarese e della Lomellina orientale: fra l'altro, uno studio di qualche anno fa firmato da Arpa e Asl di Pavia metteva in luce come per il deflusso minimo vitale nel Ticino fossero sufficienti otto o nove metri cubi al secondo, mentre ora si vorrebbe arrivare a 14 metri cubi». La decisione dell'Est SesiaI tecnici dell'Est Sesia, consorzio irriguo competente per il Novarese e la Lomellina, erano arrivati a Galliate verificando che mancava il deflusso minimo vitale. Così la centrale idroelettrica del Treccione, cui è affidata la gestione della filarola, era stata incaricata di porre rimedio. Ieri, però, l'escavatore si è bloccato di fronte al picchettaggio degli agricoltori, controllati a distanza dai carabinieri e dalla Digos di Novara. «Abbiamo spiegato le nostre ragioni alle forze dell'ordine - ha concluso Strada -. Ragioni che vogliamo ribadire anche all'Est Sesia: è urgente una deroga di quindici giorni al deflusso minimo previsto per il Ticino. In questo modo si potrebbero salvare i raccolti di parte della Lomellina orientale. Solo dopo si potrà allargare la filarola del Treccione e dare più acqua al fiume Ticino e ai suoi pesci». --Umberto De Agostino